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Tenta di rubare una bicicletta poi si addormenta in tribunale

L.G.-T.S.
Tenta di rubare una bicicletta poi si addormenta in tribunale

Arrestato un tunisino che stava forzando la catena di una mountain bike A scoprirlo, in piazzale Marconi, una pattuglia dei carabinieri che subito lo fotografa

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Ha cercato di rubare una costosa bicicletta incatenata alle ringhiere in ferro di piazzale Marconi ma, preso dal furto, non si è accorto che a osservarlo e riprenderlo con un cellulare c’era anche una pattuglia dei carabinieri.

Non è finita bene per il 35enne tunisino Aymen Ziraoui: fermato poco dopo e condotto in caserma, è stato arrestato in flagranza.

Il tentativo di rubare la bici è avvenuto martedì attorno alle 21.

Ad accorgersene una pattuglia della sezione radiomobile dell’Arma che, durante un servizio di controllo nel quartiere, sbucando da via Turri ha notato all’altezza del sottopassaggio pedonale della stazione ferroviaria un uomo accovacciato sulle gambe.

Vedendo che il tunisino stava armeggiando in corrispondenza di una mountain bike blu, legata a una ringhiera metallica con una catena e un lucchetto, i carabinieri sono quindi scesi dall’auto per approfondire i controlli, bloccando e identificando il 35enne.

Un’intuizione che si è rivelata esatta. Lo straniero infatti stava cercando di forzare la catena della bici utilizzando una leva in ferro ricavata da un cavalletto divelto da un’altra bicicletta: un metodo efficace visto che, all’arrivo dei militari dell’Arma, Ziraoui era già riuscito a tranciare buona parte del ferro, aprendo uno degli anelli che tenevano ferma la mountain bike alla ringhiera.

A incastrare il ladro di bici non soltanto l’arrivo dei carabinieri ma anche delle foto scattate da uno degli stessi militari di pattuglia, immagini nelle quali si vede chiaramente il 35enne accovacciato mentre sta cercando di compiere il furto.

Ieri mattina poi, in tribunale, la paradossale udienza di convalida dell’arresto, in quanto il nordafricano – difeso dall’avvocatessa Elisabetta Strumia – a parte uno sprazzo in cui ha chiesto scusa per aver tentato di rubare quella mountain bike del valore di circa 400 euro, non ha fatto altro che appisolarsi di continuo, con pure sonore russate, ovviamente non sfuggite ai presenti in aula.

In regola con il permesso di soggiorno ma disoccupato, Ziraoui è apparso provatissimo in udienza.

Il suo problema da cui non riesce ad uscire è quello della tossicodipendenza, da qui uno stile di vita sopra le righe, stressante, che gli fa perdere lucidità. Stravolto, è crollato, incurante di essere in un’aula del palazzo di giustizia.

Al termine di questa inconsueta udienza, il giudice Chiara Alberti ha convalidato l’arresto e applicato al tunisino la misura restrittiva dell’obbligo di firma in caserma due volte al giorno. Sarà processato il 7 luglio.

Un reato, quello del furto di biciclette, da sempre incubo dei pendolari della zona stazione e tornato nuovamente “di moda” ora che è ripreso il traffico ferroviario e lavorativo dopo il blocco da Coronavirus.

Decine le bici rubate ogni anno solo nei pressi di piazzale Marconi, nonostante i presìdi delle forze dell’ordine e i tentativi del Comune di rendere più vivibile la zona per i ciclisti. —

L.G.-T.S.

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