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L’aDDIO AL DOTTORE 

Reggio Emilia, lo stetoscopio, il pallone e un gagliardetto per l’ultimo viaggio di Adriano Guidetti

Giuseppe Orlandini
Reggio Emilia, lo stetoscopio, il pallone e un gagliardetto per l’ultimo viaggio di Adriano Guidetti

Sono gli oggetti (i suoi “ferri del mestiere”) che il medico morto a 86 anni ha voluto che venissero riposti dentro il feretro

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Giuseppe Orlandini

REGGIO EMILIA

È stato celebrato ieri mattina nella chiesa parrocchiale della Annunciazione di Maria, a Montecavolo, officiato dal parroco don Andrea Contrasti con la collaborazione del diacono Vittorio Bertolini, il funerale del dottor Adriano Guidetti, morto a 86 anni. Gli amici e i numerosi conoscenti, che ha incontrato durante la sua vita di calciatore dilettante, dirigente calcistico e soprattutto di medico sportivo, lo chiamavano “al Dotur” .

Hanno partecipato alla messa di commiato, insieme ai familiari di Adriano Guidetti, molti conoscenti e amici, tra i quali Guido Mammi, ex allenatore della Reggiana negli anni Settanta, il delegato della Figc di Reggio Emilia Emore Manfredi, il mitico arbitro del Csi, Luciano Prandi, ex calciatori dell’Us Montecavolo come Bruno Ferri, Massimo Tirabassi, Ivan Anigoni, Giorgio Bonferroni. C’erano anche gli amici Massimo Varini (attuale ds della Pro Vercelli), Romano Ferretti, il cognato Giuliano Nironi e tanti altri che lo hanno incontrato durante la sua lunga attività di dirigente e medico sportivo .

Durante l’omelia, don Andrea ha sottolineato come la presenza di tante persone stia a significare la riconoscenza per il suo operato. Ad accompagnare Adriano nel suo ultimo viaggio, come da volontà espressa dallo stesso medico, dentro il feretro sono stati riposti i “ferri” della sua vita: lo stetoscopio, un pallone da calcio e un gagliardetto. La sua vita sportiva e professionale può essere riassunta in questi tre oggetti. Per la professione medica, come per lo sport, ci vuole passione e vocazione e questi sono i valori che Adriano ha cercato di trasmettere per tutta la vita. Lo sport come medicina preventiva, come rispetto delle regole e dell’avversario che non è un “nemico” ma un semplice avversario da superare con lealtà.

Al termine della celebrazione eucaristica, sono state pronunciate frasi di affetto, amicizia e riconoscenza da parte dell’infermiera Annalisa Davoli, a nome della seconda moglie Riccarda Camellini, dell’amico ed ex compagno dell’Us Montecavolo Bruno Ferri e dell’ex arbitro Emore Manfredi. Il corteo funebre, dopo aver sostato davanti al campo sportivo di Montecavolo per un’ultima foto con gli ex calciatori del Montecavolo, è poi proseguito verso il cimitero di Coviolo, dove la salma verrà cremata. —

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