Punti nascite, Cicogne scettiche sulla riapertura annunciata
Il Comitato sfida Bonaccini: «Il suo predecessore li chiuse in barba al buon senso» E il M5s puntualizza: «Non è vero che l’ex ministro Grillo non convocò il presidente»
Castelnovo Monti
Hanno scatenato reazioni le parole del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, sulla riapertura dei punti nascita. E tra quelli chiusi prima dell’emergenza Covid (che ha fermato tutti gli altri, tranne Reggio) c’è quello al centro di polemiche e battaglie mai sopite, di Castelnovo Monti.
LE CICOGNE
Il comitato “Salviamo le Cicogne” – che si è battuto in prima per evitare la chiusura, poi per chiedere la riapertura – non si fida più: vuole vedere passi avanti concreti per i quali vede grosse difficoltà all’orizzonte. «Dopo “l’annuncite” di Renzi e la cassa integrazione che non arriva sorge un dubbio: Bonaccini che vuole riaprire avrà il fisico per riuscirci? No perchè il suo predecessore (lui stesso, ndr) lo ebbe per chiuderli, in barba alle proteste e al buon senso fece tabula rasa di ogni punto nascita posto sulle montagne emiliano romagnole obbligando al calvario e alla precarietà le donne di quel territorio».
Un attacco caustico quello delle Cicogne, che proseguono su toni non meno accesi: «All’epoca della chiusura c’era il governo compiacente del ministro Lorenzin che diede parere negativo per i punti nascita di montagna a cui spettava di diritto la deroga. Scipparono medici e dotazioni per portarle nei punti nascita senza numeri di pianura, senza diritto di deroga ma appartenenti a grandi bacini elettorali. Non a caso quel Bonaccini che era presidente della Regione Emilia-Romagna prima, venne sconfitto in tutta la montagna regionale alle elezioni di questo inizio anno. Ora, il Bonaccini che ha vinto grazie alla pianura succede al suo predecessore e diventa paladino delle riaperture. Bene, noi facciamo il tifo per lui. Ma sappia che si gioca la faccia in una partita difficile perché le cose sono molto diverse rispetto alla facilità con cui parla con questo nuovo governo compiacente del ministro Speranza».
Concludono le Cicogne: «Il nemico da vincere questa volta non siamo noi, non è la popolazione, ma le Ausl, le corporazioni mediche ed infermieristiche che hanno fatto scudo alle politiche di prima, tutti coloro che vogliono spendere 50 milioni di euro per fare l’ennesima megalomania col Mire, e quelli che trovano scomodo arrivare fino a Castelnovo Monti. E oltre a questa fronda il nuovo presidente Bonaccini deve fare i conti con le strutture e le risorse umane smantellate da anni di scientifica opera di smontaggio, e soprattutto deve combattere contro il nemico invincibile che si chiama burocrazia, quella che fa dire ai Cup che sono allarmati per le pressioni della gente che vuole prenotare prestazioni mediche, ma loro non possono farci niente perché mancano le agende. Beh, auguri Presidente Bonaccini, ha una impresa immane da affrontare, deve ribaltare ciò che il suo predecessore ha fatto».
IL M5s
Anche il Movimento 5 Stelle non si è lasciato sfuggire l’occasione di intervenire.
«Il Movimento 5 Stelle ha sempre lavorato per la riapertura del Punto Nascite del Sant’Anna, e non è vero che il governo precedente non convocò Bonaccini». Così le esponenti, Maria Edera Spadoni e Giulia Grillo, replicano alle parole del presidente che aveva appunto rimarcato differenze nell’apertura di dialogo con l’attuale ministro Speranza rispetto all’ex ministro, ovvero la stessa Grillo.
«La riapertura dei punti nascita – vanno avanti – grazie al Decreto legge del 19 maggio che definisce i nuovi parametri da raggiungere nei territori e che stanzia i fondi statali, è un’ottima notizia. La riapertura dei punti nascita, con i necessari livelli di sicurezza, per il MoVimento 5 stelle è sempre stata una battaglia di civiltà; abbiamo lottato affinché fosse garantito alle mamme della montagna un loro diritto. Sinceramente siamo stupite dalle parole di Bonaccini quando afferma che dal governo precedente “non è mai arrivata una convocazione nonostante da presidente della Conferenza delle Regioni abbia scritto di continuo”. Un’affermazione davvero sorprendente che non trova riscontro nella realtà dei fatti».
Prosegue la Grillo: «Io stessa al Ministero ho ricevuto Bonaccini e l’assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi; non solo, entrambi in un comunicato stampa pubblicato sul sito della Regione lo avevano definito un incontro importante e positivo. In quell’occasione avevo ribadito quanto fosse necessario valutare insieme alle Regioni l’attualità dell’Accordo Stato-Regioni del 2010 e utilizzare il “Patto della Salute” per aggiornare i criteri” dichiara l’ex Ministro della Salute Giulia Grillo». —
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