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«Sul parere legale chiesto sul progetto il sindaco Bellaria non ci ha informati»

M.P.
«Sul parere legale chiesto sul progetto il sindaco Bellaria non ci ha informati»

Opposizione ancora all’attacco sull’impianto all’ex Kis «Scarica sulla vecchia amministrazione ma c’era anche lui»

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CADELBOSCO SOPRA

«Dato che troppe volte ha cercato di scaricare colpe alla amministrazione precedente, vogliamo ricordare al sindaco Luigi Bellaria, che lui stesso, come consigliere, e componenti della attuale giunta lo erano anche allora insieme a Giuliana Esposito attuale vicesindaco, Boris Soncini ex vice sindaco e Mauro Davoli».

Così Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti”, commenta all’articolo della Gazzetta di ieri a proposito della richiesta avanzata lo scorso febbraio dal Comune per ottenere un parere all’avvocato della Provincia Alessandro Merlo sulla possibilità di recedere o fermare la procedura del nuovo insediamento ceramico nel sito ex Kis, con risposta negativa e rischio di natura risarcitoria da parte dell’azienda di proprietà dell’area. «Peccato – dice Zani – che il sindaco si sia dimenticato di informarci».

Secondo l’opposizione, il nocciolo della questione è la data dell’11 settembre 2019: «In quel consiglio la maggioranza ha deliberato uno schema di convenzione con il proprietario dell’area dove è stato messo nero su bianco la volontà di costruire un impianto di lavorazione di argille con prodotto finale destinato al mondo ceramico. Come gruppo di opposizione – evidenzia Zani – ci siamo opposti e avevano proposto al sindaco e a tutto il consiglio comunale di fermarci a riflettere e non deliberare sul punto in questione. Perché il sindaco ha sempre dichiarato che in Comune non era stato presentato nessun progetto e che la commissione per la qualità architettonica e il paesaggio aveva già dato parere favorevole? Bastava un po’ di umiltà e ascolto e confronto».

Nel Consiglio 26 settembre 2019 la minoranza aveva presentato un’interrogazione in cui si chiedeva di approfondire con studi di tecnici competenti il progetto. Le risposte non furono giudicate soddisfacenti per il gruppo “Cadelbosco per tutti”. «Anzi – sottolinea Zani – il sindaco parlò di “impianto non inquinante e industria 4.0”. Nel Consiglio del 5 novembre 2019 abbiamo presentato una mozione per l’applicazione e il rispetto della convenzione di Aarhus e invocato il principio di precauzione tanto cara alla Comunità Europea ma la maggioranza votò contro. In questo periodo si sono svolte importanti attività di informazione fatte dal comitato Aria Pulita e dai cittadini preoccupati. Si sono svolte assemblee aperte, manifestazioni davanti al municipio e una raccolta firme dove oltre 2200 cittadini ci hanno messo la faccia con la loro firma».

L’amministrazione istituì anche un tavolo tecnico al quale però, la minoranza venne esclusa. Il tavolo decise di dare incarico all’Università di Bologna per uno studio di approfondimento. Poi, intervenne l’ex segretario provinciale dl Pd Andrea Costa. In un incontro pubblico disse: «L’intervento proposto nel progetto si colloca tra le aziende insalubri e il percorso autorizzativo era viziato da errori tecnici». Il 13 febbraio 2020 in consiglio comunale il gruppo di minoranza ha presentato una mozione con la quale chiedeva di prendere posizione sulla revoca dell’iter autorizzativo sul progetto ex Kis. La maggioranza ha votato contro. «Il 7 giugno scorso – spiega Zani – abbiamo presentato al sindaco un’interrogazione a risposta scritta per avere chiarezza e risposte dopo un lungo silenzio rispettando sempre l’emergenza Covid-19, ponendogli domande precise visto per il 26 giugno era stata convocata la conferenza dei servizi». Il 13 giugno scorso è stato organizzato un flash mob in piazza. «Nell’ultimo consiglio comunale – conclude –- ho chiesto, dopo le comunicazioni del sindaco, di poter aprire un momento di confronto ma la risposta è stata che non si poteva perché non era all’ordine del giorno. Bell’esempio di democrazia!». —

M.P.

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