Azienda agricola all’asta a rischio anche la casa «Ma c’è stato un errore»
La famiglia Pelizzola in tribunale perché la ditta sta per essere ceduta nonostante il blocco istituito dai decreti Covid Intervengono sindaco e 5 Stelle
REGGIOLO
L’azienda agricola va all’asta nonostante fosse ancora nell’ambito delle agevolazioni per il terremoto del maggio 2012, con scadenza 31 dicembre 2020, e nonostante le norme relative alla sospensione di pratiche bancarie, come mutui e prestiti per i decreti del Covid. Il tribunale di Reggio Emilia ha completato l’iter e pertanto si è fatto avanti un nuovo acquirente, che si è fatto carico anche del debito con la banca. La situazione è molto delicata e i legali della famiglia proprietaria stanno studiando gli atti per verificare la possibilità di presentare un ricorso. La famiglia in questione è quella di Amedeo Pelizzola. L’azienda è intestata a sua moglie, Cristina Valenza.
La struttura commissariale per la ricostruzione post-terremoto della Regione ha riconosciuto un sostanzioso contributo per il recupero dell’azienda. Secondo la famiglia Pelizzola, il valore dell’immobile sarebbe stato molto più alto rispetto a quello battuto all’asta. Il problema è che i fondi regionali per la ricostruzione non possono essere pignorati, mentre l’immobile, per debiti pregressi, sì. E oltre al danno potrebbe aggiungersi la beffa di uno sfratto, per cui Amedeo e Cristina, con i loro cinque figli, sarebbero costretti ad lasciare la casa senza alcuna alternativa.
Luisa Catellani del Movimento 5 Stelle è intervenuta a difesa della famiglia con un video pubblicato su Facebook. Video nel quale lancia un appello: «Fermiamo questa terribile ingiustizia». Dal canto suo Roberto Angeli, sindaco di Reggiolo, venuto a conoscenza dell’incresciosa situazione, si è dichiarato disponibile a svolgere un ruolo di mediazione tra la famiglia Pelizzola e il nuovo acquirente, un imprenditore di Gonzaga (Mantova), almeno per verificare la possibilità che la famiglia reggiana possa restare nella sua casa e non debba lasciarla entro il prossimo 2 luglio.
«Voglio ringraziare le istituzioni pubbliche per l’aiuto che mi hanno dato e che mi danno tutt’ora – ha detto Cristina Valenza –. Noi purtroppo dobbiamo dimostrare che qualcuno, in tribunale a Reggio Emilia, ha commesso un errore. Pensiamo ci sia stata una interpretatazione delle leggi e dei decreti che non corrisponde a quanto deciso fin dai tempi del terremoto e attualmente dai Dpcm per l'emergenza sanitaria».
Il decreto legge dell’8 marzo scorso istituisce misure straordinarie e urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid 19 e contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 marzo. Da qui i tribunali hanno iniziato a emettere provvedimenti di sospensione delle aste e delle attività ad esse correlate. Ma non quello di Reggio Emilia, che ha potuto continuare l'attività. —
M.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google