«Cassa integrazione per Covid, le banche fanno ostruzionismo»
Fiom e Rsu sull’ex Tecnogas di Gualtieri Lavoratori ancora in attesa dei soldi
LA VERTENZA
Dopo quelle segnalate nel maggio scorso, ci sono ancora grosse difficoltà per i lavoratori dell’ex Tecnogas di Gualtieri, nel percepire l’anticipo della cassa integrazione ordinaria per Covid-19 a causa delle lungaggini burocratiche e del rifiuto, seppur legittimo, di alcune banche come Unicredit e Credem di anticiparla. E come se non bastasse, dato che ad alcuni dipendenti le mensilità sono arrivate in Posta, si sono aggiunte nuove procedure per aprire libretti postali, ritirare i soldi e riportarli nelle rispettive filiali bancarie. Burocrazia su burocrazie e inutile perdite di tempo.
Il periodo per il pagamento della Cig sono sempre stati di due o tre mesi. In questo caso, grazie alla normativa semplificata e allo sforzo dell’Inps, i versamenti sarebbero dovuti arrivare entro 30 giorni dalla ricezione della domanda, ma purtroppo le cose sono andate diversamente. Dopo vari solleciti finalmente le banche, che hanno sommerso i lavoratori di richieste di documenti e moduli da firmare, si sono allineate con gli anticipi dei mesi di marzo ed aprile. Nel frattempo l’azienda ha comunicato e formalizzato la richiesta di ulteriore Cigo per Covid-19 per i mesi di maggio e giugno inviando regolare comunicazione a tutte le banche e i file per gli importi da anticipare di tutti i dipendenti. Tuttavia alcuni istituti bancari, continuano a ribadire la non volontà di anticipare le somme. Intanto i soldi a copertura dei mesi di marzo e aprile, da parte dell’Inps arrivano, ad alcuni dipendenti, tramite Posta che così sono costretti ad aprire una nuova farraginosa procedura: quella di doversi recare nei propri uffici postali di residenza, aprire un libretto ordinario dove far confluire i soldi, ritirarli in contanti per poi versarli nelle proprie filiali bancarie per coprire le somme anticipate dei mesi già erogati.
Arrivando alla situazione attuale ed entrando nel merito di ciascun istituto bancario le singole posizioni sono: Emilbanca ha già anticipato la mensilità di maggio ed è disponibile ad anticiparle anche nei prossimi mesi, comprendendo anche la modulistica da far firmare ai propri correntisti a fine mese, per la Cigs per riorganizzazione aziendale; Bpm (ex San Geminiano e San Prospero) dopo vari solleciti ha anticipato la mensilità di maggio; Unicredit e Credem non intendono anticipare mentre Bper è in stand by in quanto sostiene che ancora non ha avuto disposizioni su come procedere. E questo nonostante il fatto che, diverse settimane fa, proprio per scongiurare l’allungarsi dei tempi erano stati contattati i vertici bancari.
Ad oggi, però, ancora nessuna risposta. «I lavoratori ex Tecnogas continuano ad essere in serie difficoltà e denunciano con forza l’atteggiamento ostruzionistico di alcuni istituti bancari come Unicredit e Credem e le incertezze di Bper – dicono le Rsu aziendali insieme a Fiom Cgil – Rendiamo merito, invece, agli altri istituti bancari che hanno compreso le difficoltà delle famiglie, nonostante non ci sia specifico accordo, in quanto è scaduto con l’erogazione delle mensilità di marzo e aprile». —
M.P.
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