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Crediti cancellati, disavanzo di 1,9 milioni

Jacopo Della Porta
Crediti cancellati, disavanzo di 1,9 milioni

Il bilancio consuntivo del 2019, che deve ancora essere approvato, evidenzia un rosso provocato dalle svalutazioni

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Jacopo Della Porta

POVIGLIO

Il Comune di Poviglio ha deciso di svalutare e cancellare un’ingente quantità di crediti di dubbia esigibilità. Si tratta di tributi ed entrate di varia natura non riscosse negli anni passati. Ridurne il valore comporta inevitabilmente un disavanzo per l’ente locale, che dovrà provvedere a coprire queste somme con degli accantonamenti nel risultato di amministrazione. Nel bilancio consuntivo, che dovrà essere votato dal consiglio comunale entro la fine del mese, si indica un disavanzo d’amministrazione di 1.942.968 euro (a fronte di spese ed entrate di circa 11,8 milioni di euro)

Il Comune potrà spalmare il disavanzo in 15 anni e questo consentirà di gestire meglio l’impatto sui conti. Questo vuol dire che nel prossimo esercizio il disavanzo che sarà applicato sarà di 129.521 euro (e così in ogni anno successivo fino alla totale copertura).

«Da quest’anno – ha reso noto l’amministrazione – la norma impone un cambio di criterio del calcolo, passando dal regime semplificato a quello ordinario e prevede un lungo percorso di armonizzazione per quanto riguarda appunto la garanzia dei cosiddetti “crediti di dubbia esigibilità”, richiedendo il nuovo metodo un accantonamento significativamente superiore al precedente».

Il passaggio a questo nuovo regime impone una svalutazione più consistente dei crediti inesigibili e pertanto viene dato tempo agli enti locali per adeguarsi.

Il responsabile del settore finanziario in una determina del 22 aprile ha proposto alla giunta di cancellare completamente perché ormai ritenuti di fatto non più riscuotibili crediti per euro 1.386.265.

Stiamo parlando di crediti che comparivano nei bilanci precedenti come entrate e consentivano, di conseguenza, di sostenere delle uscite. Il fatto che ora i crediti saranno cancellati (con successivo provvedimento di giunta) e altri svalutati, comprimerà la capacità di spesa del Comune.

A rendere ancora più impegnativa la situazione c’è la crisi provocata dal Covid-19 e il debito con l’Unione Bassa Reggiana (quest’ultimo ammonta a 1.254.979 euro e sarà ripianato con versamenti periodici sino al 2023).

L’ente locale ora deve approvare il bilancio consuntivo del 2019, che sarà peggiore di quello che era stato preventivato, data la svalutazione dei crediti, e poi licenziare entro la fine di luglio, quello preventivo per il triennio 2020-2022.

Nel frattempo è in corso dallo scorso dicembre un’interlocuzione con la Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna, che ha chiesto di porre un freno al ricorso eccessivo all’anticipazione di tesoreria. Una difficoltà di liquidità che non è il problema ma il sintomo di alcune criticità, come ad esempio quelle legate ai crediti iscritti nel bilancio ma di difficile esigibilità. —

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