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Ubriaco tenta di scalare la casa ma la ex moglie lo fa arrestare

E.L.T.
Ubriaco tenta di scalare la casa ma la ex moglie lo fa arrestare

Nei guai un marocchino di 41 anni dopo la chiamata della donna spaventata L’uomo non poteva avvicinarsi all’abitazione ed è stato fermato dalla polizia

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REGGIO EMILIA

Nonostante i divieti di avvicinamento, un pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e maltrattamenti in famiglia ha cercato di introdursi nell’abitazione della ex moglie, dove abitano anche i figli della coppia.

È successo giovedì sera in città a Reggio Emilia.

L’uomo, un 41enne di origine marocchina, ha prima provato ad arrampicarsi sul balcone, poi ha preso a calci e pugni la porta d’ingresso. In preda al terrore, la sua ex ha chiamato il 113 raccontando di aver vissuto nella paura gli ultimi due anni a causa del marito violento e spesso ubriaco. Gli agenti di polizia hanno arrestato lo hanno arrestato per tentata violazione di domicilio aggravata e violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare.

Ieri mattina l’indagato è comparso nell’aula del giudice Donatela Bove difeso dall’avvocato Franco Beretti. Il pm ha chiesto l’obbligo di firma.

In aula, il 41enne ha negato i fatti contestatigli, dicendo di non aver mai voluto entrare nella casa dell’ex moglie, verso la quale ha un ordine di allontanamento al domicilio, salvo però abitare comunque al piano di sotto.

La coppia ha due figli e un terzo in arrivo, che verrebbero spesso accuditi dal marito nonostante la misura inflittagli.

Per giustificare i segni della tentata effrazione, l’uomo ha dichiarato che si tratterebbero di segni lasciati da un divano che non passava per la porta, spostato tempo addietro nella casa dell’ex moglie. Secondo la polizia, però, aveva cercato ripetutamente, nel corso della giornata, di introdursi nella sua abitazione nonostante risulti sottoposto alla misura cautelare che prevede un espresso divieto di accedere nella casa senza autorizzazione del giudice. Un provvedimento emesso in via d’urgenza dal Tribunale di Reggio Emilia, dopo che si era reso protagonista di altri episodi analoghi che avevano legittimato l’attivazione nello scorso mese di maggio del cosidetto “codice rosso”.

Il cittadino marocchino ha più volte provato ad entrare, sempre nel corso della giornata di ieri, nell’abitazione della moglie ricorrendo a metodi poco ortodossi, tentando una volta di arrampicarsi sul balcone, un’altra volta assestando colpi violenti alla porta d’ingresso con calci e pugni, danneggiando proprio la porta con un colpo contundente. La moglie ha chiamato la polizia temendo per la propria incolumità, in considerazione anche del suo stato di gravidanza e per quella dei suoi tre figli minorenni. La donna ha dichiarato agli agenti di polizia che da circa due anni vive in uno stato di ansia e di esasperazione a causa della dipendenza del marito da alcol e droga. Stato emotivo che l’ha indotta in un recente passato ad accogliere il marito in casa per brevi periodi poiché impaurita delle sue reazioni violente e perché bisognosa di aiuto per accudire i suoi tre figli. —

E.L.T.

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