È il solito Erminio Bertoli l’autore dei vandalismi Per lui scatta la denuncia
Lo calzolaio non è nuovo a gesti di “protesta” di questo tipo. La condanna del sindaco: «Chi compie certi atti odia il paese e odia l’intera comunità»
Brescello
È stato individuato il responsabile delle scritte comparse nella notte tra giovedì e venerdì in centro a Brescello, realizzate con una bomboletta spray. Si tratta del 65enne Erminio Bertoli, storico calzolaio del paese e tra gli ideatori del museo “Peppone e Don Camillo” nato nel 1989.
Bertoli è già noto per gesti di questo tipo: i più recenti risalgono al 2016, quando realizzò davanti al municipio due scritte contro i commissari prefettizi, e al primo gennaio di quest’anno, quando imbrattò la campana “Sputnik” di via Giglioli.
Così come negli altri casi, anche in quest’ultima circostanza le ragioni di queste azioni sottendono una personale protesta: se prima nel mirino erano finiti i commissari (colpevoli, secondo Erminio Bertoli, di non averlo ricevuto a colloquio) e la trascuratezza in cui versava il portico di via Giglioli, questa volta al centro delle rimostranze del 65enne è finita la fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”, che gestisce i servizi turistici del paese e i cui vertici si sono dimessi da poche settimane.
Il raid vandalico notturno ha visto imbrattate diverse zone del paese: la porta del museo “Guareschi, il cinema e il territorio” di via Cavallotti, il cancello d’ingresso della scuola di musica (con la scritta “Fondazione falliti” e una A cerchiata) e anche una piccola porzione di piazza Matteotti, davanti alla statua di Peppone.
Oltre a queste scritte, ne sono comparse altre in via Panizzi, davanti alla porta di casa del presidente della Pro loco Gabriele Carpi, con offese di vario tipo.
Ad aiutare a fare luce sull’accaduto sono state le immagini dell’impianto di videosorveglianza – subito messe a disposizione dall’ambito Ovest del corpo di polizia municipale “Bassa reggiana” – sulle quali hanno indagato i carabinieri della stazione di Brescello, che hanno poi provveduto a denunciare l’uomo per deturpamento e imbrattamento di cose altrui.
A denunciare l’accaduto ai militari ha provveduto la sindaca Elena Benassi, che sul proprio profilo Facebook ha anche pubblicato (con i volti coperti) le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Dalle riprese si nota che Bertoli era in compagnia di altre persone, che al momento però non risultano avere responsabilità sulle scritte effettuate, anche se gli accertamenti proseguono.
Oltre ad aver formalizzato la denuncia ai carabinieri, la sindaca Elena Benassi ha anche stigmatizzato l’episodio. «L’ho già detto una volta – ha scritto la prima cittadina sulla propria pagina Facebook – e lo ripeto: chi compie certi atti odia il paese e odia l’intera comunità, danneggiata da questi comportamenti. Deturpare il luogo in cui si vive e si convive con gli altri dimostra un’assoluta mancanza di rispetto verso tutto il paese e verso se stessi. Agire nel cuore della notte insultando amministrazione e privati cittadini è la dimostrazione della meschinità e codardia di queste persone. Io insieme a tutta l’amministrazione comunale condanniamo e condanneremo sempre e in tutti le sedi questi gesti, che nulla hanno a che vedere con la democrazia e la libertà di pensiero». —
Andrea Vaccari
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