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Reggio Emilia, il Comune rilancia il progetto della tranvia

Luciano Salsi
Reggio Emilia, il Comune rilancia il progetto della tranvia

Approvata la convenzione con l’Agenzia per la mobilità che le trasferisce 500 mila euro per lo studio di fattibilità

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REGGIO EMILIA

Il progetto della tranvia Rivalta-Mediopadana viene rilanciato come elemento qualificante di una ripartenza, dopo la pandemia, coerente con il Piano urbano della mobilità sostenibile.

A tale scopo il Comune di Reggio Emilia ha approvato la convenzione con l’Agenzia per la mobilità che le trasferisce i 500mila euro del contributo assegnatogli l’anno scorso dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per finanziare gli studi di fattibilità del Pums, compresa la tranvia.

L’Agenzia svolgerà il ruolo di stazione appaltante delle iniziative volte alla realizzazione dell’intervento tramite un tavolo operativo composto da tecnici e personale amministrativo del Comune e dell’Agenzia stessa.

L’obiettivo fondamentale è ambizioso: riconfigurare il trasporto pubblico locale assumendo come asse portante la nuova infrastruttura costituita da una linea tranviaria connessa con la rete delle ferrovie locali, in modo da raccordare il tram con il treno principalmente lungo la direttrice Sud-Nord della nostra città.

Ne trarrebbero vantaggio i problematici collegamenti con la stazione Av di Reggio e quelli, altrettanto importanti, con l’ospedale Santa Maria Nuova. Inoltre si punta a favorire l’utilizzo dei parcheggi scambiatori e dei minibù, a tutelare il centro storico come “eco-esagono” sostenibile, a completare il sistema delle tangenziali, ad estendere le aree con limite di velocità a 30 km all’ora e ad aggiornare il Biciplan con nuove dotazioni e servizi per le biciclette.

Il progetto della tranvia deve superare le grosse difficoltà relative all’individuazione di un tracciato compatibile con l’assetto urbanistico e con i flussi di traffico, nonché alla diminuzione delle risorse conseguente alla recessione in atto.

Tuttavia Carlotta Bonvicini, assessore alle Poltiche per la sostenibilità, non demorde: «Nonostante la crisi che stiamo attraversando, occorre da un lato costruire con duttilità azioni per rispondere ai nuovi bisogni contingenti, dall’altro non perdere di vista il futuro con progetti strategici».

L’assessore non allude solo alla tranvia: «Serve – spiega – una nuova visione per la mobilità del nostro territorio, a partire dalle infrastrutture esistenti, come il sistema delle ferrovie locali, da rilanciare e ripensare sulla base delle esigenze di mobilità della società contemporanea, che si sposta ogni giorno non solo a scala cittadina, ma provinciale e regionale».

Per la tranvia l’amministrazione municipale ha assunto come modello la città di Bergamo.

L’assessore Carlotta Bonvicini vi si è recata lo scorso 19 febbraio insieme a Michele Vernaci, amministratore unico dell’Agenzia della Mobilità, al funzionario Francesco Bolondi e all’onorevole Paolo Gandolfi – già assessore alla Mobilità a Reggio Emilia e destinato a rientrare in municipio come dirigente con funzioni di coordinamento dell’area dello sviluppo territoriale – per visitare la sede dell’azienda Teb (Tramvie elettriche bergamasche), confrontarsi con i suoi amministratori e raccogliere informazioni tecniche.

La città lombarda vanta una ricca tradizione in quest’ambito. Nel 1937 aveva ben dieci linee di tram elettrici. Ora ne ha una, la T1, che la collega con Albino lungo la valle Seriana attraversando i comuni di Alzano Lombardo e Nembro, epicentro della pandemia.

Inoltre ne ha in progetto una seconda che percorrerà la valle Brembana.

Non sembra, per fortuna, che la delegazione reggiana abbia subìto il contagio, di cui allora nessuno aveva sospetti. Adesso, fatti i dovuti scongiuri, a quella visita dovrebbero fare seguito indicazioni operative utili a progettare gli attraversamenti a raso e gli altri aspetti problematici di una linea tranviaria. —



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