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Il maltempo fa crollare la “casa del mezzadro” che risale al Seicento

Domenico Amidati

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I primi indiziati sono stati i tanti temporali e le piogge torrenziali dell’ultimo mese, che hanno dato il colpo di grazia alle fragili pareti della vecchia casa, tanto da provocare un ulteriore crollo – stavolta importante – nelle strutture. Il vecchio edificio, ex casa del mezzadro nel vecchio beneficio parrocchiale di Montalto, risale alla metà del ’600 ed è coeva alla torre campanaria, unica parte della chiesa vecchia salvata dalla demolizione del 1959, che recentemente è stata oggetto di lavori di realizzazione dell’impianto di illuminazione artistica finanziati dal ministero dei Beni culturali, nell’ambito del progetto “il Giubileo della luce”, e inaugurati sabato 13 giugno. L’ex casa del mezzadro era pericolante ed era stata oggetto di un’ordinanza per la messa in sicurezza: la proprietà, non potendo effettuare lavori di consolidamento, aveva apposto una recinzione con rete arancione di cantiere per evitare che ci si avvicinasse troppo, ma sul lato verso la strada l’edificio è molto vicino alla provinciale 74, e il muro che resta sul lato Nord dovrà necessariamente essere abbassato per evitare che l’imminente crollo coinvolga la strada.

Gli ultimi residenti della casa sono stati i fratelli Onorato e Nicodemo Tarrachini con le loro famiglie, mezzadri di don Vincenzo Farioli dal 1963 al 1991, poi la curia ha messo in vendita il beneficio parrocchiale di Montalto, e Giuseppe Altana ha acquisito la proprietà della ex casa del mezzadro, permutandola con un terreno nel Comune di Reggio (nella zona della sede della Croce Verde), dove è stata costruita la chiesa del Sacro Cuore. Con questo crollo un altro pezzo di storia se ne va, e con esso una parte dell’ identità culturale e sociale del territorio. Nemmeno 30 anni fa la casa che “gli huomini di Montalto hanno fatto fare per il mezadro a di 1 giugno 1651” era ancora abitata, ed ora è allo stato di rudere. —

Domenico Amidati

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