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«Il sagrato è il biglietto da visita Non poteva restare così»

«Il sagrato è il biglietto da visita Non poteva restare così»

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REGGIO EMILIA

«Il sagrato è il biglietto da visita della Cattedrale, il luogo dove ci si incontra per entrare nel silenzio e nella preghiera. Non poteva restare nelle condizioni in cui si trovava. È, questo, l’ultimo completamento dei lavori di ristrutturazione della nostra chiesa principale. Mi auguro che sia l’inizio di altri cantieri». È con queste parole che il vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, Massimo Camisasca, annuncia l’avvio del cantiere al sagrato della Cattedrale, nel cuore di piazza Prampolini.

Appaltati in piena epidemia, i lavori in corso vedono già all’opera i primi operai. Non è certo uno dei cantieri più grandi messi in agenda dalla Diocesi, ma si tratta comunque di circa 100mila euro di investimenti. Il progetto beneficia anche di un contributo di 10mila euro da parte della Fondazione Manodori, alla quale va il sincero ringraziamento dello stesso Camisasca, a nome di tutta la Diocesi.

L’intervento, oltre a ridare nuovo splendore al sagrato della principale chiesa reggiana, rientra nell’ambito dell’appello lanciato dal vescovo durante l’emergenza Coronavirus: un appello all’intera società nelle sue diverse declinazioni, affinché una volta messa alle spalle la fase acuta dell’emergenza Covid si puntasse sul lavoro e sugli investimenti, senza cedere a facili assistenzialismi, per rilanciare economicamente Reggio e l’intera provincia. La risposta a quell’invito, sia da parte di enti pubblici che di enti privati, era stata corale. E ora che la fase più acuta dell’epidemia sembra essere superata, anche la Chiesa reggiano-guastallese passa ai fatti. A partire proprio dal cantiere che rappresenta il centro religioso dell’intera Diocesi. —

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