«Sierologici e tamponi per gli insegnanti e vaccini agli studenti»
Mozione della consigliera regionale Stefania Bondavalli «Estendere la campagna antinfluenzale ai ragazzi»
REGGIO EMILIA
Non c’è da meravigliarsi se il Governo ha rinviato a chissà quando le disposizioni per la riapertura delle scuole in sicurezza. Mancano tre mesi, un tempo risicatissimo per consentire alle Asl, ai dirigenti del personale scolastico e agli enti locali, responsabili degli edifici, di mettere in atto i provvedimenti. Eppure la loro complessità risulta disarmante, se si dà credito ai virologi che prevedono una seconda ondata della pandemia in autunno, mentre in altri Paesi l’attività didattica sta riprendendo senza particolari precauzioni.
Scartate a furor di popolo le barriere di plexiglass fra i banchi, le prime proposte vengono dalla Regione.
La consigliera reggiana Stefania Bondavalli, del gruppo “Bonaccini presidente”, sta per presentare all’assemblea legislativa una risoluzione che impegna la Giunta regionale a proporre uno screening, mediante test sierologici e tamponi, esente da ticket a cui sottoporre volontariamente gli insegnanti, gli educatori e il personale scolastico non docente.
Inoltre la Giunta viene sollecitata ad attivarsi affinché la campagna di vaccinazione antinfluenzale gratuita sia estesa anche ai bambini ed ai ragazzi. Bondavalli sottolinea, a questo proposito, che non basterà predisporre «spazi e modi adeguati» nelle scuole, ma si dovranno applicare le opportune misure sanitarie sui minori e sugli adulti che le frequentano. La vaccinazione serve, per l’appunto, a concentrare gli interventi sui casi effettivi di coronavirus.
«L’incrocio con la stagione influenzale – spiega la consigliera – potrebbe creare un mix esplosivo, anche per la confusione data dai sintomi iniziali. Qualunque persona con tosse e febbre penserà immediatamente a Covid e si sottoporrà al tampone, ma l’influenza provoca gli stessi disturbi. Vaccinarsi contro quest’ultima consente di indirizzarsi più facilmente alla diagnosi».
Intanto la sua iniziativa prosegue nella funzione di vicepresidente della quinta commissione del consiglio regionale, che la prossima settimana convocherà per un’audizione Stefano Versari, direttore dell’Ufficio scolastico regionale.
Nei giorni scorsi Versari ha scritto ai presidi per ridimensionare il fabbisogno dei locali dovuto all’intenzione di distanziare i banchi di un metro. «Non sarà necessario - ha spiegato - rivedere tutti gli spazi, ma solo la metà delle aule». Infatti, ipotizzando di ammettervi 18-20 alunni, il problema non si porrà per le scuole di montagna e per le altre con pochi iscritti. A suo avviso in città si potranno utilizzare oratori, centri sportivi e spazi di quartiere. Peraltro la media generale degli alunni è superiore a quel limite. Ce ne sono, per ogni classe, 21,4 al tempo pieno delle elementari, 22,5 nelle scuole medie, 24,9 nei licei e nei tecnici, 23 nelle prime dei professionali.
Per quanto riguarda l’ingresso a scuola, Versari ne esclude il controllo con termoscanner, ma, citando il parere del Comitato tecnico scientifico, precisa: «Chiunque ha sintomatologia respiratoria o temperatura superiore a 37,5 gradi dovrà restare a casa».
I presidi, poi, dovrebbero richiedere il ripristino del medico scolastico di riferimento. La Regione, da parte sua, si sta rapportando con gli enti locali. «L’assessore Salomoni – riferisce Patrizia Bondavalli – ha istituito un tavolo permanente con province e comuni per analizzare passaggio per passaggio rutto quello che riguarda la riattivazione della scuola in presenza e per formulare proprie proposte al governo». —
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