Era già stata ristrutturata nel 1981 quando il teatro passò al Comune
REGGIO EMILIA
Di pianta rettangolare, la Sala Verdi di Reggio Emilia faceva già parte dell’antico Teatro di Cittadella e fu ripristinata nel corso dei lavori del 1878. Fu, nel contempo, sala di “appoggio” per le attività di spettacolo del teatro, ma visse anche di vita propria, come luogo in cui si svolgevano attività di tipo sociale, che nulla avevano a che fare con gli spettacoli.
Con il passaggio del teatro Ariosto alla gestione pubblica, nel gennaio 1981, iniziò un triennio di lavori di sistemazione e, nell’occasione, anche la Sala Verdi venne ristrutturata e modificata in modo sostanziale.
In particolare, essa venne resa autonoma dal teatro, attraverso l’inserimento nel corpo dell’edificio di nuove scale (per le uscite di sicurezza).
La destinazione d’uso immaginata dai lavori di ristrutturazione della Sala Verdi prevedeva un suo uso civico, insieme ad attività teatrali e cinematografiche.
Per anni la Sala Verdi fu sede di buona parte della vasta e diversificata attività destinata alle scuole.
Inoltre per alcune stagioni, fu la sede stabile dei cicli di concerti dell’Ora della musica, in collaborazione con l’Istituto Peri, e di una specifica programmazione di prosa, che affiancava quella “ufficiale” del teatro Ariosto, proponendo lavori di taglio contemporaneo e “cameristico”: un teatro d’attore, oltre che d’autore. —
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