Il Ministero valuta il trasferimento dell’aula bunker a Reggio Calabria
Dopo la richiesta di Gratteri, sondata l’ipotesi del trasloco Tria: «Non avanziamo obiezioni, operazione da esaminare»
REGGIO EMILIA
Non s’è ancora concretizzata la proposta di trasportare a Reggio Calabria l’aula speciale dove è stata celebrata la fase reggiana del processo Aemilia. Il prefabbricato d’acciaio è ancora montato all’interno del Tribunale nella nostra città, ma vi ha puntato gli occhi il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, ipotizzandone l’utilizzabilità quando la magistratura calabrese dovrà giudicare le persone implicate nella grande inchiesta di mafia “Rinascita-Scott”, che conta ben 479 indagati.
Gratteri è stato fra i primi a lanciare l’allarme per le infiltrazioni mafiose nel territorio emiliano ed ha sempre seguito con particolare interesse il processo Aemilia. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se lo assume come modello almeno per l’adozione dello stesso robusto contenitore per supplire alla carenza di spazio nel tribunale reggino.
«Sappiamo – riferisce Nicola Tria, assessore comunale a Legalità e Trasparenza – che Gratteri è interessato, ma recentemente non abbiamo avuto contatti diretti con lui. Si è fatto avanti, invece, un funzionario del ministero della Giustizia, che pochi giorni fa ci ha chiesto informazioni per appurare se l’ipotesi è percorribile. Naturalmente il Comune di Reggio non avanza obiezioni di principio, ma si devono compiere valutazioni di carattere tecnico, operativo ed economico».
Il trasferimento dell’aula speciale a Reggio Calabria la valorizzerebbe cambiandone la destinazione e alleggerendo i costi che il nostro Comune ha sostenuto e dovrebbe ancora sostenere per essa. Si tratta di un prefabbricato metallico capace di accogliere 400 persone con 300 posti a sedere. Per due anni e mezzo vi si è svolto il maxiprocesso Aemilia.
Nel 2016 era costato circa 600mila euro. Oggi appartiene totalmente al Comune, avendogli la Regione ceduto la sua quota d’investimento. Si prevedeva che l’aula speciale venisse smontata e ricollocata nella zona del parco Ottavi per fungere da spazio civico e centro di documentazione sulle mafie. L’operazione, però, ha subito un ritardo aggravato negli ultimi tempi a causa della pandemia.
«Il Tribunale – spiega Tria – ha urgenza di recuperare lo spazio occupato dall’aula speciale, anche perché deve garantire all’interno il distanziamento. Perciò abbiamo dovuto prevedere la rimozione del prefabbricato prima di essere pronti a rimontarlo altrove».
Qualunque sia la sua futura collocazione, il Comune ha perciò deliberato di procedere rapidamente al suo smontaggio e alla conservazione nei magazzini comunali di via Mazzacurati. Lo scorso 22 maggio ne è stato approvato il progetto esecutivo, che prevede una spesa complessiva, Iva compresa, di 230mila euro, di cui 140.400 per le opere in appalto e 89.600 per sanificazione, noleggio di container, impianti di sicurezza, opere connesse, spese tecniche e imprevisti. La settimana scorsa, poi, è stato conferito all'ingegnere Alex Iemmi, libero professionista con sede in via San Bartolomeo l’incarico professionale di coordinare i lavori in materia di sicurezza e salute dietro un compenso di 3.172 euro. Entro la scadenza del 15 giugno è pervenuta una sola offerta da parte della ditta Modul Casa spa con sede a Bannone di Traversetolo (Parma). Il suo esame è affidato alla commissione giudicatrice composta dagli ingegneri Ermes Torreggiani (presidente) e Marco Leurini e dal geometra Angelo Fornaciari, tutti dipendenti del Comune. —
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