Gazzetta di Reggio

Reggio

I DIPENDENTI 

«L’azienda non tiene conto dei forti disagi che provoca»

D. A.

I lavoratori sono concordi nel definire la decisione un licenziamento mascherato, Cresce la preoccupazione e il trasferimento non è lontano

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CAVRIAGO

Sono 150 i lavoratori dello stabilimento di Cavriago che sarebbero trasferiti a Reggiolo in seguito alla decisione dell’azienda di chiudere lo stabilimento di Cavriago.Inutile dire che tra lavoratori e sindacati in protesta cresce la preoccupazione. Anche ieri mattina erano in tanti a scioperare davanti ai cancelli dell’azienda, affiancati dai sindacalisti di Fiom-Cgil e Uilm– Uil. Maurizio Fiorenza, operaio Comer di 55 anni residente a Neviano degli Arduini (Parma) spiega alla Gazzetta: «Sono residente nel Parmense e da 16 anni lavoro nello stabilimento Comer di Corte Tegge come operaio addetto alla spedizione. Abito a 72 km da Reggiolo perciò la distanza mi creerebbe un disaggio enorme. Per non parlare di quelli che sono più giovani di me con mutui a carico e figli piccoli da gestire. C’è chi ha fatto un mutuo a novembre, c’è chi gestisce i figli come può perché marito e moglie fanno i turni. Non è possibile un azienda in corso di trasferimento non tenga conto di queste problematiche».

Ma c’è anche chi, come Paolo Lusuardi di 53 anni (con ben 27 anni di lavoro trascorsi alla Comer di Cavriago come operaio), si trova costretto ad affrontare una scelta drammatica; non vede una soluzione per gestire la mamma disabile. L’uomo spiega alla Gazzetta: «Ho 53 anni e sono residente a Bibbiano dove vivo con mia madre che accudisco perché è una donna disabile. Per me il trasferimento diventa difficoltoso soprattutto nella gestione della vita di tutti giorni. Non è possibile accettare la chiusura della sede di Corte Tegge anche perché non è dovuta alla crisi, se andiamo a vedere bene i conti l’anno scorso abbiamo fatto un fatturato altissimo: è evidente che parliamo di licenziamenti mascherati. Per la maggior parti di noi è umanamente inaccettabile gestire un’ora di andata e una di ritorno tutti giorni (tra lavoro e famiglia). L’arrivo della notizia di trasferimento il 5 di giugno è stato un fulmine a ciel sereno che ci ha spiazzati tutti»

Durante la giornata di ieri la Fiom Cgil ha anche diffuso una diretta video su Facebook con le dichiarazioni dei lavoratori. «Ho una figlia e un marito che lavora qui – dice tra gli altri Nicoletta Chiappa –. Qui ci siamo conosciuti e sposati; la nostra vita è costruita intorno al posto di lavoro. Se dovessimo andare a Reggiolo uno dei due sarebbe costretto a lasciare». —

D. A.

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