Progetto Anziani Arceto dona 3.200 mascherine a quattro associazioni
Sono Croce Rossa, Protezione civile “Il Campanone”, Auser e Caritas. Manfredini e Fradici annunciano l’annullamento della fiera di San Luigi
SCANDIANO
Oltre tremila mascherine a quattro associazioni da mesi impegnate a fronteggiare, in vari modi, l’emergenza sanitaria e sociale. Le ha messe a disposizione Progetto Anziani Arceto, l’associazione che da tempo gestisce la casa protetta arcetana ora concentrata nella realizzazione di una palestra attrezzata per disabili. In questo periodo di difficoltà, Progetto Anziani ha parzialmente interrotto gli sforzi legati ai propri progetti futuri per concentrarsi sull’immediato. A inizio primavera è stata effettuata una donazione da tremila euro all’Ausl provinciale; nella mattinata di ieri si è concretizzata la fornitura gratuita di 3.200 mascherine a Croce Rossa, Protezione civile Il Campanone, Auser e Caritas, 4 realtà solidali che durante la fase più complessa hanno operato a tempo pieno sul territorio. Sia nelle proprie attività ordinarie, sia in interventi a sostegno della popolazione in maggior difficoltà economica. La consegna si è tenuta nella sede della Croce Rossa a Chiozza, alla presenza dei rappresentanti delle quattro associazioni, di Giorgio Manfredini e Lanfranco Fradici del Progetto Anziani Arceto e del sindaco Matteo Nasciuti, che ha ringraziato tutti i gruppi di volontariato presenti per gli sforzi della primavera. Ogni realtà ha ricevuto ottocento mascherine, utilissimo supporto per il lavoro in questo periodo in cui le restrizioni sanitarie sono ancora elevate. La piccola cerimonia è stata anche l’occasione di un altro annuncio, ormai inevitabile. Manfredini e Fradici sono fra i componenti del comitato organizzatore della storica fiera di San Luigi di Arceto, la principale sagra del paese in scena a metà luglio. Ieri i due hanno confermato che nel 2020 l’evento non si svolgerà. La decisione è arrivata dopo un confronto con tecnici comunali per capire quali fossero i margini di manovra. Ma il contesto socio-economico generale e le molte responsabilità in capo ai promotori nella gestione dei protocolli sanitari hanno spinto alla cancellazione. L’impegno è quello di proporre comunque nei prossimi mesi altre iniziative, coinvolgendo anche i ristoratori locali, non appena le condizioni lo permetteranno. —
Adr.Ar.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google