Affidi illeciti, in 24 all’udienza preliminare
Il processo si aprirà il 30 ottobre davanti al gup De Luca: 48 parti offese, l’accusa indica 155 testimoni tra cui Pablo Trincia
Tiziano Soresina
BIBBIANO
L'inchiesta divenuta a dir poco rovente – con le accuse del pm Valentina Salvi concentratesi su quelli che vengono considerati affidi illeciti nella Val d'Enza – arriva davanti a un giudice. Per il 30 ottobre è stata infatti fissata l'udienza preliminare per 24 persone per cui la Procura – che ha coordinato le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri – ha chiesto il rinvio a giudizio. Rispetto al fine-indagini, è stata stralciata la posizione del parmigiano 43enne Matteo Mossini – psicologo dell’Ausl – in quanto la sua posizione va verso l’archiviazione. Decisivo l’interrogatorio di 4 ore affrontato in Procura dopo la chiusura delle indagini. «Nell’interrogatorio – spiega l’avvocato difensore Franco Mazza – il mio assistito ha fatto una serie di importanti precisazioni. È estraneo a queste vicende».
Inizialmente c’era una 26esima posizione, cioè quella dell’assistente sociale Cinzia Magnarelli che è uscita dall’iter giudiziario in quanto ha già patteggiato 1 anno e 8 mesi di reclusione. Le accuse restano pesanti per quattro persone: Federica Anghinolfi (dirigente del servizio sociale della Val d’Enza), Francesco Monopoli (assistente sociale), Nadia Bolognini (psicoterapeuta della onlus “Hansel e Gretel”) legata a Claudio Foti, a capo della stessa associazione e pure lui imputato. Parzialmente ridimensionata la posizione di Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano. Il primo cittadino Pd resta accusato di un’ipotesi di abuso di ufficio e di un’altra di falso. Stesso discorso per Paolo Colli (ex sindaco Pd di Montecchio), nei guai come presidente dell’Unione Val d’Enza dal 2015 al 2018 e gli viene contestato l’abuso d’ufficio e la falsità ideologica (due episodi). Più di cento i capi di imputazione, 48 le parti offese, 155 i testimoni citati fra cui Fausto Nicolini (direttore generale dell’Ausl vicino alla pensione), l’ex giudice minorile Francesco Morcavallo e il giornalista-scrittore Pablo Trincia che con “Veleno” ha fatto emergere nuovi elementi sulla vicenda ritenuta analoga della Bassa modenese. L'inchiesta battezzata “Angeli e demoni” nel giugno 2019 aveva portato ad una serie di misure cautelari (nel frattempo però tutte già decadute), ipotizzando un business sugli affidi dei minori, allontanati ingiustamente dai genitori con storie inventate, perizie falsificate, finti abusi, disegni manipolati a fini sessuali, e ore di sedute di psicoterapia, che servivano, per l'accusa, solo a fare ai piccoli «il lavaggio del cervello». In seguito tutto questo è diventato uno dei temi della campagna elettorale per le Regionali in Emilia-Romagna, con la Lega e le Sardine a contendersi le piazze di Bibbiano, diventato il municipio simbolo dello scandalo per il coinvolgimento del primo cittadino. Carletti, che risponde di reati legati al suo ruolo di amministratore, e non, quindi di fatti che coinvolgono direttamente i minori, inizialmente era finito ai domiciliari ma ora è libero dopo la pronuncia della Cassazione. Tra i reati di cui si discuterà davanti al giudice Dario De Luca ci sono, a vario titolo, peculato d'uso, abuso d'ufficio, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l'altrui inganno, frode processuale, depistaggio, rivelazioni di segreto in procedimento penale, falso ideologico in atto pubblico, maltrattamenti in famiglia, violenza privata, lesioni dolose gravissime, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. —
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