«Finalmente la Anghinolfi potrà difendersi in tribunale»
I legali: «Finora il “processo” è avvenuto in piazza e sul web». Bernini (Forza Italia): «Sui fatti di Bibbiano abbiamo bisogno di verità e di giustizia»
BIBBIANO
«Dopo la chiusura delle indagini del pubblico ministero, si apre la fase della richiesta di rinvio a giudizio che sarà decisa in udienza preliminare il 30 ottobre 2020. Federica Anghinolfi potrà così esercitare appieno il suo diritto di difesa – afferma il collegio difensivo di Anghinolfi –. Questo avverrà finalmente davanti ad un giudice in tribunale e non in piazza o sul web, come purtroppo è accaduto sino ad ora. In quella sede affronteremo – tra l’altro e in prima analisi – tutte le anomalie delle accuse rivolte alla dottoressa Anghinolfi. Sarà un tribunale a valutare accuse e difese, e sarà la decisione di un giudice a stabilire l’eventuale rinvio a giudizio che, nel caso, darà luogo a un legittimo processo nella aule di Giustizia».
Stefania Ascari, Maria Edera Spadoni, Davide Zanichelli, Maria Laura Mantovani, Gabriele Lanzi, Silvia Piccinini, Natascia Cersosimo e Paola Soragni del M5S chiedono «giustizia per tutelare i minori e le famiglie. I reati sono molto gravi perché vi rientrano maltrattamenti in famiglia, lesioni dolose gravissime, violenza privata, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, frode processuale, depistaggio o frode in processo penale, falso ideologico in atto pubblico anche attraverso l’altrui inganno, tentata estorsione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato d’uso, abuso di ufficio».
L’attenzione è poi rivolta all’ultimo aspetto. «L’ex capo del Viminale Matteo Salvini ha asserito che l’abuso d’ufficio va eliminato – proseguono i pentastellati – perché a suo avviso sarebbe un “blocco per l’Italia”. I veri blocchi sono quelli della Lega. L’anno scorso la spallata mancata del Papeete rischiava di bloccare la commissione sugli affidi. Questa volta, schierandosi contro l’abuso d’ufficio, dimostra di fare il gioco di Angeli e Demoni: altro che difensore di Bibbiano» Il M5S pone l’accento sulle famiglie incontrate nel corso di eventi sul territorio e nella capitale. «Siamo loro vicini e ci auguriamo possano cogliere con sollievo il forte segnale della giustizia che procede, e che si possa presto stabilire la verità processuale su accuse gravissime e ferite che, se confermate, rischiano d’incidere su decine e decine di persone. A loro ribadiamo la nostra solidarietà e vicinanza».
Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia: «La notizia della richiesta di rinvio a giudizio per 24 persone nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni” è certamente positiva. Sui fatti di Bibbiano abbiamo bisogno di verità e di giustizia. Occorre che le responsabilità siano accertate una a una, perché così deve agire uno Stato di diritto, di fronte a vicende che hanno distrutto intere famiglie. E perché è solo dalla verità piena che si potrà ripartire per impedire che fatti simili si ripetano». —
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