Palloncini e rombo di motori per l’ultimo saluto a Giuseppe
Nella chiesa di Suzzara anche i compagni di squadra del Luzzara Calcio Grande partecipazione. Il malore della nonna: «Signore dovevi prendere me»
luzzara
Un addio di lacrime, di quelli che spezzano il cuore. Dato a Giuseppe Russo, il ragazzino di 13 anni, di Suzzara, promessa del calcio nelle giovanili di Luzzara, morto per un malore nel sonno mentre si trovava a casa dei nonni per le vacanze estive. All'uscita della bara bianca dalla chiesa di Suzzara alcuni amici hanno lanciato in aria palloncini biancazzurri mentre un gruppo di giovani centauri, ha salutato l'amico, con il rombo dei motori. «Tutta la nostra città, tutti i cittadini di Suzzara sono vicini, si stringono accanto ai genitori di Giuseppe, a tutta la famiglia – ha detto don Paolo Gibelli, parroco dell'Immacolata dove ieri si sono svolti i funerali – ma siamo uniti anche a tutti gli amici di Torre Annunziata. È rappresentata anche la città di Luzzara, ci sono i compagni di squadra di Giuseppe, ci sono tanti compagni di scuola, insegnanti. C'è anche il sindaco Ivan Ongari che rappresenta tutta la nostra comunità. Quando muore un ragazzo così giovane come Giuseppe, nel pieno della vita, un ragazzone, alto un metro e novanta, chiamato “il gigante buono”, o come lo chiamavano i suoi compagni di squadra “Hulk”, nascono in noi delle domande». Come quella della nonna di Giuseppe che in lacrime ha chiesto: «Perché Signore, perché? Toccava me essere chiamata dal Signore, non a Giuseppe».
È stato difficilissimo per gli addetti alla sicurezza contenere giovani, mamme, parenti amici che volevano entrare in chiesa. Molti, infatti, sono stati costretti a restare sul sagrato, nonostante il caldo o all'ombra del porticato di piazza Garibaldi. Un dolore che ha riunito le comunità suzzarese e luzzarese con quella napoletana, dai sentimenti forti.
Per far partecipare tutti alla messa concelebrata da don Paolo Gibelli e don Samuele Bignotti è stato installato un altoparlante sui gradini della chiesa. Tra i banchi, i compagni di squadra di Giuseppe dei “Giovanissimi” con i dirigenti del Luzzara Calcio Alessio Storchi e Mauro Canova.
Tantissimi anche i compagni di scuola: alcuni di loro indossavano una t-shirt con la foto di Giuseppe, altri una semplice maglietta bianca simbolo di purezza, gioventù ma anche, in senso religioso del Battesimo come rigenerazione di vita.
«Sembra quasi che Dio, sia contro di noi per questa morte che ci fa soffrire – ha detto don Paolo – È umano, ma Dio ci vuole bene lo stesso. Dio stesso ha vissuto l'esperienza che stanno vivendo i genitori di Giuseppe. Dio non ha risparmiato il proprio figlio ma lo ha consegnato per tutti noi».
Al termine della messa, la nonna di Giuseppe è stata colta da una crisi ed è stata subito soccorsa dai parenti che hanno chiamato il 118. Dopo poco la donna si è ripresa: il dolore per la perdita del nipote è stato talmente forte che si risvegliata dicendo «cosa mi è successo», non ricordando nulla del suo malessere. Poi, senza possibilità di cortei, tra tanti, intensi applausi, il feretro ha proseguito per il cimitero di Suzzara dove ora Giuseppe riposa in pace. —
Mauro Pinotti
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