Alla Bettola commemorato l’eccidio avvenuto 76 anni fa
Vezzano
Commemorazione con presenze ridotte causa misure di contrasto al Coronavirus, ma sempre commovente, sentita e partecipata. È stata quella per i Martiri della Bettola. La cerimonia, svoltasi martedì sera, sarà ricordata anche per le mascherine e il distanziamento adottato.
Alle 19 le autorità con i vari gonfaloni hanno preso posto sul piazzale antistante il monumento alle vittime della Bettola. Poco prima erano arrivati i partecipanti alla camminata “Sui passi della memoria” da Cervarolo a La Bettola promossa da Anpi e Uisp Escursionisti montagna, guidata dal presidente dell’Anpi di Vezzano, Sebatiano Vinci. È intervenuto per primo il vicesindaco di Vezzano Paolo Francia, che ha ricordato come l’evento accaduto 76 anni fa e stato uno dei fatti più dolorosi della nostra provincia e la nostra comunità lo deve ricordare. «Sulle vittime della Bettola, un luogo di dolore importante ma che è anche un cantiere esemplare sempre aperto, c’è una sorta di report della memoria – è intervenuto lo storico Massimo Storchi di Istoreco –. Abbiamo ricostruito e trovato negli archivi tedeschi cose importanti. Qui a Bettola è nato il più grande romanzo, quello scritto da Bufalino che parla di Bismantova, del Cusna e dell’eccidio».
Anche Giorgio Zanni presidente della Provincia di Reggio Emilia, ha sottolineato che la memoria e la storia sono un parallelo: «Il ponte qui vicino era un simbolo da distruggere, ma anche da ricostruire e oggi serve anche per ricordare anche tutti i martiri di tutti i colori». Alessio Mammi, assessore regionale che ha portato i saluti del presidente Stefano Bonaccini, assente per impegni istituzionali, ha ricordato che «qui ci sono pezzi della storia che appartiene al patrimonio della nazione, la memoria è patrimonio collettivo e noi sempre saremo qui per ricordare». «Per noi è fondamentale esserci per mantenere la memoria e per ricordare – ha detto il sindaco Stefano Vescovi – affinché queste stragi non avvengano più».
Sono state deposte corone davanti al monumento con la benedizione da parte del parroco don Pietro Rabitti. La conclusione è avvenuta con la lettura dei nomi delle 32 vittime. —
Domenico Amidati
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google