Ex Reggiane, scoperto un chilo d’hascisc
In manette un giovane però subito assolto perché nello stabile dove c’era droga vivono anche altre persone
REGGIO EMILIA
La polizia di Reggio ha sequestrato martedì nove etti di hascisc che erano nascosti sul tetto di un edificio delle ex Officine Reggiane.
Nel corso dell’operazione, gli agenti hanno anche arrestato un nigeriano di 25 anni, che però è stato assolto ieri mattina in tribunale perché il legale Luigi Scarcella ha dimostrato che non vi era assolutamente certezza che la droga fosse del suo assistito, dato che nella struttura abbandonata vivono anche altre persone.
I controlli, che hanno visto l’impiego di un cane anti-droga, sono stati condotti dalla squadra mobile, personale della polizia scientifica e agenti della polizia locale reggiana.
La squadra mobile, dopo aver raccolto alcuni indizi nel corso di una serie di appostamenti, ha ottenuto dalla procura reggiana alcuni decreti di perquisizione.
Gli agenti, armati di tenaglie, hanno forzato due porte di un edificio e sono saliti sul tetto. Qui hanno trovato il nigeriano, che si stava nascondendo.
I successivi accertamenti hanno consentito di trovare nei paraggi un marsupio con dentro la droga.
I poliziotti hanno poi controllato altri locali all’interno dell’area e identificato sei persone, tre delle quali sono risultate non in regola con il permesso di soggiorno. Uno di loro, già condannato, è stato accompagnato al Cie di Torino in vista del suo rimpatrio.
Ieri mattina il nigeriano accusato di spaccio è comparso in tribunale per l’udienza di convalida e poi è stato celebrato il processo. Nel corso del dibattito è emerso che nello stabile dove è stato trovato il nigeriano c’erano tre giacigli per terra e alcuni vestiti sparsi. Inoltre è emerso che l’accesso al tetto era possibile anche da un altro vano oltre a quello occupato dallo straniero arrestato. L’imputato, che ha detto di vivere a Lecce, ha sostenuto di essere venuto a Reggio nei mesi scorsi per trovare degli amici e poi di essere rimasto bloccato a seguito del lockdown. Amici che vivrebbero con lui nello stabile dove è stato arrestato. Il giovane ha fornito solo il nome di queste persone, che al momento dei controlli non c’erano. Il giudice Giovanni Ghini ha quindi assolto l’uomo, come chiesto nell’arringa difensiva del suo legale Luigi Scarcella, perché non c’era la prova che la droga fosse effettivamente sua. Il 25enne addosso aveva un grammo di hascisc, che ha sostenuto detenere per uso personale.
I controlli della polizia hanno riguardato, oltre alle ex Reggiane, anche le vie limitrofe e la zona della stazione ferroviaria. —
J. D. P.
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