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L’INDAGINE DI LAPAM CONFARTIGIANATO 

Il fatturato va a picco in aprile e maggio per le piccole imprese

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REGGIO EMILIA

Fatturato a picco ad aprile (-59,2%), calo drammatico anche a maggio (-38,3%). Più di un’impresa su due (il 53,3%) è orientata ad attivare cambiamenti reattivi per reagire alla crisi causata dal Covid. Sono alcuni dei dati più significativi di un sondaggio che l’Ufficio studi Lapam Confartigianato ha condotto tra il 5 e il 15 giugno tra 341 imprese del territorio di Reggio e Modena. Un numero significativo di micro e piccole realtà di diversi settori.

Il calo del fatturato, a Reggio Emilia e Modena, è più accentuato rispetto alla media regionale (ad aprile -59,2% contro -56,3%, a maggio la differenza è minima -38,3% contro -38%). Rispetto alla capacità delle micro e piccole imprese di recuperare i livelli di fatturato pre Covid oltre la metà (51,4%) esprime incertezza rispetto all’andamento futuro del mercato. La restante quota (48,6%), prevede che saranno necessari in media 12 mesi per poter recuperare i livelli di fatturato pre-emergenza sanitaria.

La ricerca Lapam evidenzia come, entro i prossimi 12 mesi, più di un’impresa su due (53,3%) sia orientata ad attivare almeno un cambiamento reattivo. In particolare attivare nuovi canali di vendita (30,3% delle imprese), cambiare l’organizzazione interna (20,7%), ampliare il numero di committenti (19%), entrare in nuovi mercati (16,7%), attivare relazioni tra imprese (15,3%). La crisi Covid-19, oltre a destabilizzare l’intero sistema economico del paese, ha scatenato un altro effetto: l’accelerazione della digital transformation: durante l’emergenza il 58,6% delle micro-piccole imprese di Reggio e Modena hanno attivato e/o migliorato l’utilizzo di una o più tecnologie digitali, quali sito web, social network, piattaforme di videoconferenze, formazione on-line ed e-commerce. Dispongono di un profilo social il 67,6% delle micro e piccole imprese di Reggio e Modena e il 50% di queste durante l’emergenza ne ha intensificato l’utilizzo.

Quasi un quarto delle imprese indagate (il 23,1%), seppur in situazione di difficoltà, durante l’emergenza si è data da fare per supportare la comunità in cui vive e opera sul fronte sia sociale che economico.

Un segnale senza dubbio molto positivo e ricco di significato. —

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