Invasione di campo a Siena un tifoso è assolto un altro prende due mesi
REGGIO EMILIA
Proseguono le udienze a Siena per l’invasione di campo del 3 giugno 2018.
Ieri un tifoso 48enne della Reggiana è stato assolto, perché l’avvocato difensore Annalisa Bassi ha dimostrato che il riconoscimento era carente, e un altro di 38 anni è stato condannato a due mesi e 500 euro di ammenda (pena sospesa).
I due tifosi erano stati destinatari di un decreto penale di condanna di 4 mesi di arresto e 10.500 euro di ammenda (pena non sospesa). I tifosi hanno fatto opposizione e ieri si è svolto il processo con rito abbreviato (in videoconferenza per l’emergenza Covid).
In precedenza altri 28 reggiani avevano fatto opposizione e sono già stati processati.
Il 48enne che è stato assolto era entrato allo stadio con una maglietta granata e pantaloncini chiari (così era stato fotografato ai tornelli). In seguito la polizia ha sostenuto che fosse uno degli invasori grazie a delle immagini dove compariva a torso nudo in mezzo al campo. L’avvocato ha però sottolineato come altre 10 persone avessero i pantaloncini dello stesso colore e altre otto fossero calve o rasate a zero come l’imputato. Pertanto il riconoscimento faceva acqua. Inoltre le immagini non erano nitide.
Per quanto riguarda il 38ennne condannato, invece, il suo riconoscimento è avvenuto senza ombra di dubbio.
La questione Siena non è ancora chiusa perché a luglio ci saranno quattro tifosi che andranno a processo. Per loro il pm non ha emesso alcun decreto penale di condanna ma ha disposto il giudizio immediato.
Alcuni di loro devono rispondere di lancio di oggetti pericolosi, perché alcuni seggiolini vennero divelti.
Si tratta degli ultimi procedimenti relativi alla notte infausta di Siena, quando i granata vennero eliminati ai quarti di finale dei playoff a causa di un rigore inesistente concesso dall’arbitro a tempo scaduto. —
J. D. P.
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