Non solo la “San Giuseppe” I Nas al lavoro in altre Rsa
Proseguono gli accertamenti anche nel resto della provincia avviati già dal mese di aprile In parrocchia a Montecchio ieri il consiglio pastorale
REGGIO EMILIA
Non solo la Casa della Carità “San Giuseppe”. Il Nas di Parma – che sta conducendo l’inchiesta di Montecchio coordinata dalla pm Piera Giannusa – sono al lavoro anche in altre strutture ricettive per anziani della provincia, continuando in delicati accertamenti in relazione all’emergenza Coronavirus e alla verifica del rispetto delle stringenti norme anti-contagio.
Indagini sulle quali non trapela nulla. Ma che, secondo quanto filtra, non sono collegate fra di loro, dal momento che sono il risultato di accertamenti portati avanti su più fronti contemporaneamente, mantenendo alta l’attenzione su uno dei settori più colpiti dall’emergenza, ovvero quelle case strutture per anziani in cui, secondo i dati dello scorso aprile, era deceduto il 45% dei morti per Coronavirus nella nostra provincia. È proprio il periodo fra l’1 febbraio e l’11 aprile quello al centro dell’inchiesta di Montecchio.
Il bollettino di quel periodo, aggiornato al 7 aprile in pieno lockdown, parlava di 607 anziani risultati positivi al Coronavirus ospiti delle case protette della nostra provincia: un sistema che conta 2.770 posti autorizzati, di cui 1.940 accreditati e 850 privati. Sempre a quella data, erano 153 i decessi di anziani, pari al 45% circa di quei 333 decessi all’epoca complessivi.
Numeri che hanno spinto più volte la politica a parlare della necessità di una riforma delle Rsa, ma su cui sempre dallo scorso aprile si sono concentrate le attenzioni del Nas. In quel mese, erano state già una decina fra città e provincia le Rsa passate al vaglio del nucleo antisofisticazione e sanità dell’Arma dei carabinieri competente su eventuali irregolarità compiute nelle strutture che accolgono gli anziani.
Per quanto riguarda la Casa della Carità San Giuseppe di Montecchio, dalla Fondazione hanno già espresso piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, assicurando «piena collaborazione alle indagini già manifestata in occasione di un’ispezione avvenuta qualche settimana fa all’interno della nostra struttura», ribadendo la correttezza del proprio operato ed esprimendo anche le «sofferenze che anche noi abbiamo vissuto e continuiamo a vivere pensando a quanti sono scomparsi e alle loro famiglie».
Nella parrocchia di Montecchio, intanto, è stato organizzato ieri sera un consiglio pastorale per spiegare alla comunità di fedeli quanto sta avvenendo nell’ambito dell’inchiesta che vede fra gli indagati il parroco don Angelo Orlandini. —
E.Spa.
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