Riccardo Cervi ora è senza squadra: «Mi hanno scaricato non me l’aspettavo»
L'intervista al lungo reggiano, che non rientra più nei piani di Trieste
REGGIO EMILIA. Momentaneamente free-agent. Dopo la decisione da parte della Pallacanestro Trieste di uscire dal contratto con il centro reggiano, l’ex biancorosso è ora alla ricerca di un progetto che possa farlo tornare ai livelli di qualche stagione or sono, quando era considerato da tutti uno dei profili più promettenti nel proprio ruolo.
Cervi, si aspettava di ricevere il benservito dal club friulano?
«Onestamente no. Poche settimane fa mi era stato detto che avrei continuato a far parte del roster per la prossima stagione, ma qualche giorno fa è arrivata questa decisione da parte dei dirigenti di Trieste. Peccato perché è un’esperienza che è durata molto poco, ma sono scelte professionali e fanno parte del gioco».
I problemi fisici, la chiamata di Varese, lo sbarco alla corte di coach Dalmasson. Che stagione è stata?
«È stata un’annata strana, cominciata la scorsa estate con la scomparsa del mio procuratore, che mi ha costretto a trovare un altro mediatore. L’infortunio a settembre mi ha impedito di iniziare il campionato ma la firma con Varese ha poi permesso il mio ritorno sul parquet, anche grazie al lavoro del loro preparatore. Purtroppo non è andata come mi aspettassi, perché non c’era compatibilità tra il sistema di gioco collettivo e le mie caratteristiche. Poi l’approdo a Trieste, piazza che conoscevo per averci giocato con la Nazionale, quindi lo stop ai campionati».
E ora che farà Cervi?
«Al momento mi trovo in Puglia nella mia residenza estiva, ma mi sto comunque allenando e tenendo in forma. Mi rimetterò in gioco, trovando una squadra che mi permetta di ritrovare continuità e riottenere sicurezza».
È probabile che il prossimo campionato inizierà con i palazzetti a capienza ridotta…
«Spero comunque non si arrivi a chiudere totalmente le porte, perché sarebbe tutto falsato. Nel campionato italiano il fattore campo è molto rilevante».
Ha seguito il cambio societario in casa Pallacanestro Reggiana?
«Sono contento, perché dopo l’annuncio di un disimpegno di Landi c’era il rischio che nessuno fosse pronto a venire in soccorso. Lo stesso Landi e Dalla Salda conoscono l’ambiente ed i nuovi soci hanno portato entusiasmo. Non ci deve essere pressione, ma ci sono tutte le carte in regola per fare bene».
Le partite casalinghe verranno giocate a Bologna. Un vantaggio oppure un limite?
«Credo che non sia importante la struttura, quanto la gente che la popola. Quando abbiamo giocato in Eurocup il PalaDozza non era pieno, perché durante la settimana è più difficile spostarsi in massa; discorso diverso per i match domenicali, in cui ci sarebbero maggiori possibilità di creare calore. A maggior ragione ci sarà bisogno di chiedere uno sforzo al pubblico, disposto a macinare km e magari sopportare qualche ko iniziale».
Lei è sul mercato e Reggio deve riempire le caselle del pacchetto italiani. Solo una combinazione?
«Sapevo che arrivavate a questo (e qui Cervi sorride, ndr). A Reggio mi sono sempre trovato benissimo, anche se sono fuori casa da solo una stagione e credo debba passare più tempo prima di un eventuale ritorno. Sono però disponibile a valutare tutto…».
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