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«Sindaco e assessore dichiarano alla stampa e non in consiglio»

M.P.

Marino Zani risponde a Luigi Bellaria «Per le sedute chiedo doppia registrazione» 

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LA REPLICA

«Ci spiace per chi ci aveva definito un’“accozzaglia di individui in cerca di una perduta notorietà”: stiamo dimostrando il contrario. I nostri valori, sui quali si fonde l’impegno che stiamo spendendo a favore della collettività, ci sono di guida per le scelte che stiamo operando oramai da un anno. Tra questi occupano il primo posto la trasparenza e il rispetto dei cittadini, nonché l’ascolto attivo e l’idea che la nostra Cadelbosco meriti decisamente un’amministrazione migliore».

Così ha replicato Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti” al sindaco Luigi Bellaria che lo aveva accusato di fare solo polemica.

«arginiamo i danni»

«Siamo un gruppo di opposizione che ha deciso fin dall’inizio di condividere le proprie linee di pensiero e di azione con la cittadinanza, consapevoli di coprire un ruolo rappresentativo prezioso e di grande valore, degno di rispetto perché frutto della fiducia di chi ci ha votato – ha spiegato Zani –. L’impegno che abbiamo preso con il paese è stato quello di tutelare gli interessi di tutti. Da oramai un anno viviamo il nostro ruolo di opposizione con grande impegno; tante nostre energie, purtroppo, sono state spese non per collaborare con l’attuale Giunta, bensì per cercare di arginare i potenziali danni provocati da tanta inettitudine. Se all’incompetenza si somma anche l’arroganza di non saper riconoscere i propri limiti, è ovvio che siamo davanti ad una situazione veramente difficile da gestire».

Il flash mob

Poi Zani affonda il colpo: «Il sindaco continua a distribuire comunicazioni secondo modalità tutte personali; non ritiene il consiglio comunale la sede adatta per mettere la cittadinanza a conoscenza delle novità sulla ex-Kis ma si affida alla stampa. Non fa alcuna menzione dell’importante “flash mob” organizzato sabato 13 scorso e che ha visti mobilitati tanti cadelboschesi: come se non fosse mai esistito… e si guarda bene di dare risposte alle tante domande a lui poste durante la stessa manifestazione».

Ma per Zani c’è di più: «Addirittura verifichiamo che dichiarazioni rilasciate dal sindaco alla stampa e dall’assessore Di Sano sui social non sono mai arrivate in sede consiliare o nelle riunioni dei capigruppo: siamo sconcertati! Noi stiamo lavorando oramai incessantemente su queste questioni e solo grazie all’impegno nostro e di tanti altri cittadini siamo riusciti a dimostrare che quanto dichiarato dal sindaco durante i consigli non rispondeva sempre a verità».

Quello che irrita e che soprattutto disorienta, a detta della minoranza sono «i continui dietro-front nelle affermazioni prima del sindaco, poi di un assessore, poi di un segretario di partito: dapprima non c’è alcun progetto, poi il progetto esiste ed è conforme dal punto di vista amministrativo, poi arriva appunto il segretario di partito e ci dice il contrario e alla fine l’assessore Di Sano pontifica nuovamente il contrario».

la laurea «sbandierata»

Zani tiene a sottolineare che, in merito all’episodio della mancata registrazione dell’ultimo consiglio di lunedì 15 scorso chiederà che «dal prossimo incontro si effettui una doppia registrazione in modo da garantire, in caso di guasto tecnico, l’ascolto di quanto accade a tutti i cittadini». Le proteste del gruppo in merito all’accaduto si erano levate già giovedì scorso: «Qualche dubbio ce lo poniamo – aveva detto Zani –. In quel consiglio il sindaco non ci informa della decisione della giunta, riguardo all’ex Kis, di dare incarico a elevata professionalità con competenze igienico ambientale sanitaria per uno studio. Ci sentiamo presi in giro».

Infine l’attacco all’assessore Di Sano: «I tempi sono cambiati fortunatamente, e vogliamo, in ultima battuta, ribadire che non basta la laurea spocchiosamente sbandierata sui social dall’assessore Di Sano per fare di una persona un soggetto degno di riguardo – conclude Zani –. E quando dichiara che “io ho portato da parte sua solo una mozione per andare a sparare alle nutrie” non solo evidenzia un’indole tendente all’offesa, ma maldestramente non tiene conto che questa (tra le tante e innumerevoli mozioni inoltrate e puntualmente disattese) voleva essere espressione di una situazione di vulnerabilità territoriale che evidentemente sfugge all’assessore forse per troppi titoli, ma scarsa esperienza sul campo». —

M.P.

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