«Il Redas e le piste da ballo messe in ginocchio Riapriremo a settembre»
Il dancing nato nel 1963 è gestito dalla terza generazione dei Reverberi «Niente contributi né sgravi fiscali, ma per noi il locale è un orgoglio di famiglia»
MONTECCHIO
La pandemia ha messo in difficoltà tutto il mondo del lavoro, dalle industrie al commercio, e anche il grande business del divertimento non si è salvato. In particolare le discoteche, che possono riaprire da qualche giorno, ma facendo ballare giovani e meno giovani a due metri di distanza e solo all’aperto. E poi mascherine, gel igienizzante, sanificazioni. Insomma, tutto molto difficile, talmente tanto che alcuni locali hanno preferito non tentare la fortuna e restare chiusi. Almeno fino a settembre.
LA SCELTA
Questa è stata la scelta della sala da ballo Redas. La situazione la spiega Caterina Reverberi, titolare del dancing di Montecchio, uno dei locali storici della provincia, sempre molto frequentato.
«Il Covid 19 – afferma – ha messo in ginocchio anche il settore dell’intrattenimento, che poi è stato completamente dimenticato dalle istituzioni. Abbiamo rispettato il blocco, come tutti, ma per la nostra categoria non sono stati previsti contributi, aiuti, sgravi fiscali. E così il settore più bello e allegro del nostro Paese è stato messo da parte da chi non tiene conto del suo valore, né degli investimenti importanti che gli imprenditori del settore hanno compiuto e che oggi restano senza alcun supporto. La musica è passione, è il bello della vita, e non possiamo farne a meno o cancellarla. Davanti alle sfide che la nuova normativa impone, abbiamo deciso di aprire, sì, ma da settembre. Anche perché il nostro è comunque un locale che viene frequentato durante l’inverno. Fiduciosi? Speriamo che si muova qualcosa velocemente, la musica ci insegna pazienza e ottimismo nella vita».
L’ORIGINE DEL NOME
Il Redas è un fiore all’occhiello per tutta l’Emilia con spazi esclusivamente al chiuso, penalizzato perché le leggi anti-contagio consentono l’attività solo all’aperto. Quindi la sala da ballo dovrà restare con le serrande abbassate. Il locale da decenni è un “tempio” della musica, è gestito dalla famiglia Reverberi da tre generazioni. Il locale è frequentato dagli appassionati di musica che hanno ballato e continuano a ballare sulle migliori musiche e canzoni italiane e straniere rigorosamente suonate dal vivo. La sala da ballo è nata nel 1963 da Sergio Reverberi (nonno di Caterina) e dalla moglie Antonietta Colli, detta Dina, con i figli Armandino ed Erio. Appena aperto, fu subito un successo. Redas è l’acronimo di Reverberi Erio, Dina, Armandino e Sergio. In via Marconi a Montecchio hanno suonato, negli anni, artisti come Andrea Mingardi, Toto Cutugno e Casadei. Tutt’ora vi suonano orchestre famose di Emilia, Veneto e Lombardia come Bagutti, Omar Codazzi, Pietro Galassi, Grande Evento, Roberta Cappelletti e Rossella Ferrari. Visto il successo del locale, nel 1972 i Reverberi hanno aperto una seconda sala accanto alla prima: il “Piccolo Redas”. All’epoca Armandino Reverberi importava i dischi americani appena usciti per far ballare gli appassionati nelle sue sale. Nel 1990 il locale è passato sotto la gestione di Armandino e della moglie Susanna. Le tre figlie, Patrizia, Elisabetta e Caterina, lo amministrano dal 2012. «Per me e le mie sorelle – assicura Caterina Reverberi– il Redas non e solo un locale, è un orgoglio di famiglia». —
Daniela Aliu
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