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Ivm e gli “affari” nel metrò Bellini ammette davanti al gip

Ivm e gli “affari” nel metrò Bellini ammette davanti al gip

Ieri l’interrogatorio per l’ex manager Atm ritenuto la mente del sistema corruttivo Il caso dei lavori vinti da una società ma, in realtà, eseguiti dall’azienda reggiana

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Otto gare d’appalto, per un importo di 150 milioni in totale, per lavori sulle linee del metrò di Milano, tutte truccate – secondo l’accusa – nell’arco di appena un anno, tra il 2018 e il 2919. E 125.000 gli euro arrivati nelle tasche del dirigente infedele Atm, la società del Comune di Milano che gestisce il trasporto pubblico, instancabile nel truccare le gare. Sarebbe stato questo, secondo i magistrati di Milano, il risultato clamoroso del “metodo Paolo Bellini”, 55 anni, ex responsabile – oggi sospeso – dell’Unità di segnalamento e automazione delle linee della metropolitana, ritenuto la “mente” del sistema corruttivo. Ieri Bellini ha risposto alle domande del gip Lorenza Pasquinelli e del pm Giovanni Polizzi. E pare che le prime ammissioni siano arrivate, da parte dell’ex manager pubblico, difeso dall’avocato milanese Massimiliano Leonetti, arrestato assieme ad altri dodici tra dirigenti Atm e di imprese private, nell’ambito dell’inchiesta portata avanti dalla Guardia di finanza. Cosa abbia spiegato Bellini ancora non è chiaro. Pare, però, che nelle tre ore di interrogatorio in videocollegamento la volontà di collaborare si sia manifestata.

D’altro canto, Paolo Bellini, mantovano d’origine, milanese d’azione, era uomo abituato a palare chiaro e ha continuato a farlo anche durante l’anno di intercettazioni, telefoniche e ambientali, disposte dalla procura, in particolare nelle sedi reggiana e lombarda, dell’azienda Ivm di via Salvaterra a Rubiera, del quale Bellini era – per sua ammissione – socio occulto ma formalmente governata da Sergio Vitale, amministratore unico e Domenico Benedetto, responsabile commerciale, arrestati anche loro. Proprio la Ivm, poi messa in liquidazione per evitare la scure dell’Agenzia delle entrate e trasformata in Mad System, era la base operativa dove il “sistema Bellini & soci” è stato collaudato. Lì si decidevano gli affari, in particolare come affidare i sub appalti dei lavori del metrò alla società, lì avvenivano, spesso, gli incontri. Come è accaduto il 5 novembre del 2018 durante una lunga conversazione tra Bellini e Vitale nella quale emerge con chiarezza che, nonostante un appalto Atm fosse stato vinto da Esim srl (società che non entra nell’inchiesta), i lavori erano stati eseguiti esclusivamente da personale Ivm, che aveva messo le mani solo un subappalto. «Qui bisogna stare attenti – dice Bellini che non sa di essere ascoltato – perché se qualcuno di questi si incazza e va dal sindacato e va a dire che non c’è nessuno della Esim, che non è come abbiamo scritto, ma tutto Ivm e Mad, guarda che salta fuori un casino». Oppure quando Bellini – in un’ altra conversazione – esplicita il “metodo” secondo il quale, grazie al suo ruolo in Atm, induce l’impresa appaltatrice ad affidare una parte di lavori sulle linee della metropolitana a società amica e per questo viene remunerato. —

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