Dove eravamo rimasti? Al disciplinare reggiano presentato a novembre
Sabato 16 novembre 2019 è stato il Giorno del Cappelletto. L’Associazione per il Cappelletto Reggiano in Sala Tricolore ha presentato e depositato il disciplinare per la difesa e la promozione della pasta farcita autentica. L’appuntamento ha avuto la finalità di individuare un modello di cappelletto reggiano che sintetizzi le migliaia di modalità (famigliari) di preparazione dalla farcitura alla piegatura. Si tratta di un prontuario identificativo, anche liquido, perché l’obiettivo dell’Associazione del Cappelletto Reggiano è quello di delineare le caratteristiche della specialità farcita della nostra provincia, che non sono, non sono mai state e non possono essere simili a quelle dei territori vicini. Il cappelletto reggiano non è quello mantovano, non ha nulla a che fare con l’anolino parmense o parmigiano, è distante dal tortellino modenese e ancor di più dal marubino cremonese.
Distintività e unicità della nostra pasta ripiena sono le parole d’ordine dell’Associazione che si è costituita il 12 marzo 2019.
Gli “attivisti” del cappelletto sono donne impegnate nella cucina di casa e ristoratrici (non mancano gli uomini). —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
