Il trasporto eccezionale incastrato nella rotonda Partono le polemiche
NOVELLARA
Un singolare incidente è avvenuto mercoledì attorno alle 19 , quando un tir con bilico adibito a trasporti eccezionali è rimasto “incastrato” nella rotonda tra via Provinciale Nord e via Massimo d’Azeglio. Il mezzo stava trasportando un ingombrante macchinario meccanico prodotto dalle Officine Buzzi, società leader a livello mondiale nella progettazione e costruzione di macchinari industriali. Si trattava del corpo centrale di un tamburo rotante facente parte di un impianto di essiccazione fabbricato dalla stessa ditta. Il tir era diretto in Spagna, ma per un’ora ha maldestramente finito la sua corsa in centro a Novellara, mentre cercava di svoltare a sinistra nella rotonda. Il mezzo, appartenente ad un’azienda specializzata in trasporti eccezionali, era appena uscito dai cancelli delle Officine Buzzi, che hanno la propria sede in via Provinciale Nord, dirigendosi verso il centro del paese, per seguire l’itinerario autorizzato dai tecnici della Provincia (come avviene in questi casi), che prevedeva il superamento della rotonda verso Guastalla e l’innesto sulla nuova e larga variante per Bagnolo in Piano e Reggio Emilia, una volta uscito dal centro abitato di Novellara. Ma alla rotonda, la prima che il mezzo ha dovuto affrontare nel suo percorso, il fondo del bilico, radente il suolo, è rimasto incastrato sulle aree spartitraffico, leggermente sopraelevate. Per sfruttare tutto lo spazio a disposizione e sbloccare il bilico, l’autista della motrice ha dovuto invadere la pista ciclabile posta a lato della carreggiata.
I rumori delle manovre hanno attirato l’attenzione degli abitanti della zona, che sono scesi in strada per capire cosa stesse succedendo. In quel momento la strada non era molto trafficata, quindi le conseguenze del traffico sono state minime. Dopo un’ora di tentativi, l’autista ha potuto finalmente proseguire la sua corsa.
Un video che testimonia quanto accaduto è stato postato sul profilo Facebook del comitato “Pro tangenziale di Novellara”, dove in molti hanno commentato l’inadeguatezza delle strade del paese della Bassa di fronte alle esigenze del traffico moderno, chiedendosi anche quando verrà completato il tratto mancante della tangenziale. In tanti si sono anche chiesti come mai il tir, uscendo dall’azienda, non si sia diretto a Sud, verso la zona industriale Motta, per innestarsi sulla suddetta variante, evitando la zona urbana. Si tratta, oltretutto, di un tragitto più breve. Il motivo è che la rotonda di raccordo tra la vecchia provinciale e la nuova variante, all’altezza della ditta Loft Arredamenti, è troppo piccola per trasporti di quella stazza, nonostante sia stata costruita nel 2009. Si tratta, peraltro, di una rotonda piuttosto pericolosa, dove in passato si sono verificati anche parecchi incidenti, alcuni con feriti gravi. —
Alessandro Cagossi
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