«Inutili le riesumazioni Le risposte si trovano nelle cartelle cliniche»
Il difensore Ruffini si oppone alle autopsie volute dal pm e si rimette alla decisione del gip sull’incidente probatorio
Tiziano Soresina
MONTECCHIO
Nell’indagine-shock relativa alle 15 morti sospette – in piena pandemia – nella Casa della carità “San Giuseppe” di Montecchio cominciano a farsi sentire in modo sempre più robusto le difese dei cinque indagati e nel mirino c’è ovviamente l’intenzione del pm Piera Giannusa (titolare del fascicolo su cui operano i carabinieri del Nas di Parma) di riesumare tutte quelle salme con un accertamento tecnico irripetibile.
Come già lunedì scorso – nel passaggio giudiziario relativo alla nomina del perito da parte della Procura – continuano le mosse dell’avvocato Nino Ruffini (difensore di due indagati) che nella sua istanza al gip già depositata non chiede solo che il tutto avvenga nella forma dell’incidente probatorio («Impone un accertamento in pieno contraddittorio»), ma va oltre opponendosi alle riesumazioni con successive autopsie. Il difensore ritiene, infatti, sufficiente analizzare le cartelle cliniche e i diari infermieristici di ciascun deceduto per poter capire cause di morte e valutare se vi sia o meno un “nesso causale tra le disposizioni anti Covid-19 ed i decessi”. Per Ruffini Infatti sono già trascorsi molti giorni dai decessi, il che ha già innescato modificazioni nei cadaveri, compromettendo molti dei quadri anatomo-patologici utili per ricostruire nei 15 deceduti sia le condizioni clinico-patologiche precedenti alla morte, sia le condizioni patologiche che hanno causato la morte stessa. Insomma, per il difensore non è aprendo le tombe che si possono accertare nei cadaveri evidenze di polmonite interstiziale, cioè la conseguenza tipica del Covid-19 che in diversi casi ha portato alla morte. Per capire quali siano le intenzioni degli altri difensori occorrerà attendere il termine di legge di dieci giorni già avviato dall’avvocato Ruffini lunedì nel momento in cui ha fatto mettere a verbale la sua volontà di richiedere l’incidente probatorio. Trascorso quel periodo sarà un giudice – in un’udienza ad hoc – a decidere come procedere. Per questo motivo il pm Giannusa – non volendo rischiare l’inutilizzabilità degli accertamenti medico-legali – ha sospeso le riesumazioni già programmate nei cimiteri di Montecchio (ne sono previste sei), Sant’Ilario (quattro da eseguire) e Cavriago.
I cinque indagati – don Angelo Orlandini, Fabrizio Bolondi, Beatrice Golinelli, Andrea Muzzioli e Paolo Formentini – sono accusati dagli inquirenti di omicidio colposo e delitto colposo contro la salute pubblica. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
