«La città delle persone si preoccupa solo dei bimbi sotto i 6 anni»
REGGIO EMILIA
Anche a Reggio, come in altre 60 città italiane, giovedì si è tenuta in piazza Prampolini la manifestazione “Priorità per la scuola” in vista della ripresa delle scuole a settembre che, al momento, presenta enormi lacune e incertezze. Incisivo l’intervento di Giuseppe Caliceti. «La cosa che mi ha più colpito – ha detto l’isegnante e scrittore reggiano – è che in piazza ci fosse solo una docente delle scuole comunali dell’infanzia. Non ci fosse l’assessore alla scuola e tante altre persone del mondo della scuola reggiana. Allora mi è venuto in mente Loris Malaguzzi... Nonostante fosse il capo indiscusso delle scuole dell’infanzia reggiane, non parlava solo dei bambini e dei docenti delle scuole dell’infanzia reggiana. Voglio dire: non si occupava dei bambini solo fino a 5 anni, poi, quando ne compivano 6, se ne disinteressava e li lasciava andare al loro destino nella scuola pubblica...». E a proposito del rapporto tra numero dei docenti e degli studenti: «Malaguzzi, per, il Reggio Approach, parla di 2 docenti ogni 20 bambini. Colpisce che ora la commissione scientifica del Miur parli di avere classi di 10/12 studenti per classe: cioè ogni singolo docente. Malaguzzi parla di questo rapporto 1:10 come di un criterio di qualità. E fa bene... La cosa che mi stupisce, oggi, è questa: a settembre, per questioni non tanto di qualità, ma di sicurezza, ci viene chiesto di sdoppiare le classi. Ma il Ministero non ha assunto nessuno. E i docenti già assunti non possiedono il dono dell’ubiquità. Quindi? Quindi si sta andando frontalmente verso un disastroso inizio di anno scolastico. Ma il comune di Reggio, città delle persone e che ha per sua vocazione l’educazione da sempre, non dice nulla. E non dice nulla la trinità di Reggio Children: fondazione, Istituzione, eccetera. Immaginiamo accadesse il contrario: qualcuno affermasse che le scuole dell’infanzia del Reggio Approach dev’essere avere 30 alunni di 4/5 anni con solo un docente. Il Comune protesterebbe? E la trinità di Reggio Children? E Vanna Iori e gli altri politici o amministratori o politici reggiani? E il sindaco? E Graziano Delrio? Anche Bonaccini ha protestato. Possibile che da Reggio nessuno abbia da dire niente? Che ci si muova solo se le condizioni educative penalizzano i bambini al di sotto dei 6 anni? Ne approfitto anche per chiedere ai segretari del Pd della città, della provincia, della regione, la loro posizione. Lo chiedo disperatamente. Perché io e tanti altri possiamo orientare il nostro prossimo voto alle elezioni che verranno». —
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