Sequestrate 24 tonnellate di prosciutti
Erano conservati in celle frigo non funzionanti. Assente l’autorizzazione alla macellazione. Il bollo CE è di un’altra ditta
val d’enza
Tonnellate di prosciutti malconservati, nessuna autorizzazione alla macellazione e sigilli di garanzia contraffatti. Era illegale dall’inizio alla fine, secondo la tesi accusatoria, l’attività del macello in Val d’Enza sequestrato dai carabinieri del Nas di Parma.
Il blitz, che risale ai giorni scorsi, è stato ordinato nell’ambito dei servizi rivolti a garantire la sicurezza alimentare. È stato compiuto assieme al personale del servizio veterinario Ausl di Reggio Emilia. L’ispezione igienico-sanitaria ha riguardato i locali dove si svolge l’attività e anche la documentazione.
All’esito dei controlli, i militari hanno denunciato alla magistratura il legale rappresentante dell’azienda, un uomo di 35 anni residente a Reggio Emilia, ritenuto responsabile del reato di frode in commercio. Dagli accertamenti svolti dai militari del Nucleo antisofisticazione e dai veterinari è emerso infatti che il macello operava in assenza delle autorizzazioni amministrative e sanitarie necessarie per l’attività di lavorazione di prodotti a base di carne, e che sul prodotto finito veniva apposto il bollo “CE” (necessario per le aziende che producono, manipolano, offrono servizi quali stoccaggio e trasporto, e commercializzano alimenti di origine animale) riconducibile a un altro stabilimento, regolarmente autorizzato ma oggi non più usato, con sede in un altro Comune della provincia di Reggio Emilia.
Sono state inoltre riscontrate condizioni igienico-sanitarie e strutturali dei locali non adeguate all’attività esercitata per la presenza di sporco diffuso, inadeguatezza strutturale degli spogliatoi, inefficienza delle celle frigo nella quali la materia prima veniva stoccata ma a una temperatura di conservazione, misurata con termometro sonda, che è risultata non inferiore a 25°. Per questi motivi gli i carabinieri hanno sottoposto a sequestro penale quasi 16 tonnellte di prosciutti crudi in lavorazione, già disossati. Prosciutti rinvenuti all’interno delle celle frigo non funzionanti e pertanto in cattivo stato di conservazione, visto che sono rimasti, per chissà per quanto tempo, a temperature tra i 25 e i 27 gradi. È stato inoltre sottoposto a sequestro preventivo l’intero stabilimento a causa della mancanza di autorizzazioni, comprese le attrezzature di lavorazione, e ulteriori 8 tonnellate di prosciutti crudi con osso trovati all’interno dei locali del macello in attesa di essere lavorati, per i quali non è prescritta la refrigerazione. Oltre alla denuncia, il legale rappresentante dell’azienda è stato anche sanzionato per diverse violazioni amministrative. I carabinieri e l’Ausl hanno avviato lal procedura “Rapid alert sistem food and feed” per i prosciutti già commercializzati: si tratta di un sistema d’allerta europeo sui cibi a rischio.
Il valore complessivo di quanto messo sotto sequestro ammonta a circa 2 milioni di euro, di cui 500.000 riconducibili ai prodotti alimentari. —
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