Camera calda all’ospedale per i pazienti sospetti Covid
Correggio, la ristrutturazione del San Sebastiano annunciata in consiglio da Malavasi: «Entro il 30 giugno il progetto in Regione poi la riapertura del pronto soccorso»
CORREGGIO. Nel corso della seduta del consiglio comunale di venerdì scorso, il sindaco Ilenia Malavasi, ha illustrato la situazione rispetto alla riapertura del pronto soccorso dell’ospedale San Sebastiano di Correggio.
«La direzione dell’Azienda Usl, in collaborazione con la Conferenza territoriale sanitaria – ha deto – è impegnata in un piano di progressiva riattivazione dei servizi, per il quale, tuttavia, occorre prestare grande attenzione per quanto riguarda la sicurezza degli utenti e dei lavoratori. Il Decreto del 19 maggio scorso prevede infatti che, nell’ambito delle strutture ospedaliere si provveda a consolidare la separazione dei percorsi previsti per pazienti sospetti di Covid 19, con l’individuazione di distinte aree di accesso e permanenza. Le linee guida nazionali prevedono una serie di criteri specifici per la programmazione degli interventi di ristrutturazione e ammodernamento e, in particolare, per quanto riguarda i pronto soccorso sono previsti aree dedicate ai pazienti sospetti Covid in attesa di diagnosi, un ambulatorio specifico, accesso riservato per i mezzi di soccorso e spazi di attesa per pazienti trasportati in barella e sospetti Covid».
«Entro il 30 giugno – ha proseguito – dovrà essere presentato in Regione il progetto di adeguamento che, per quanto riguarda Correggio, prevede la creazione di un’ulteriore struttura “camera calda” in prossimità dell’attuale. Questa soluzione permette di garantire la riapertura del pronto soccorso senza grossi cambiamenti. Lo stesso Decreto prevede finanziamenti per tutte le riorganizzazioni, previa approvazione del progetto da parte del gruppo tecnico regionale.Essendo il nostro ospedale un “ospedale no Covid”, si deve prestare particolare attenzione ad evitare che pazienti positivi possano in qualche modo “bucare” l’ospedale tramite accesso al pronto soccorso. Da qui, la necessità, appunto, della separazione dei percorsi e dei test rapidi, per aumentare la sicurezza di utenti e operatori, a seguito dei quali i casi accertati dovranno essere trasferiti negli ospedali attrezzati di Reggio e Guastalla».
«Ricordo – ha aggiunto Malvasi – che nello scorso febbraio, con una decisione sofferta, ma che si è rivelata fondamentale per la salute della nostra comunità, i pronto soccorso degli ospedali di Correggio e Scandiano erano stati chiusi perché non presentavano caratteristiche logistiche e strutturali adeguate a rispondere all’allora solo ipotizzato aggravarsi della situazione legata alla diffusione del Coronavirus. La chiusura del pronto soccorso – ha concluso la sindaca – è stata la sola misura di rimodulazione messa in atto nel nostro ospedale, che per il resto ha mantenuto tutta la sua normale organizzazione, al contrario di latre strutture. Attualmente non sono presenti, al San Sebastiano, pazienti positivi al Coronavirus».
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