La tipolitografia Condor chiude dopo quarant’anni
San Polo, Corrado Mammi: «Siamo partiti negli anni ’80 con la stampa a caratteri mobili poi siamo passati alla litografia, più veloce, e infine alla stampa digitale»
SAN POLO. Il 24 giugno la Tipolitografia Condor ha chiuso dopo 40 anni di attività. Dagli anni ’80 a oggi la Condor ha stampato la storia di San Polo ma anche della Val d’Enza, nei manifesti, nei volantini, nelle partecipazioni di nozze e in tante altri avvenimenti pubblici e privati. Ed è una storia bella, quella della Tipolitografia Condor; una storia sampolese che ha come protagonisti due giovani in gamba: Corrado Mammi ed Ernesto Arduini.
DAI CORSI SERALI ALL’APERTURA. La storia inizia nel 1978 quando i due giovani sampolesi si trovano a frequentare i corsi serali dell’Ipsia a Sant’Ilario per approfondire le tecniche di stampa litografica che allora erano una novità. Entrambi volevano migliorare le proprie condizioni lavorative.Corrado Mammi era aiutante di macchina allo scatolificio Capolo di Montecchio, ma l’ambiente di lavoro gli causava problemi di salute. Ernesto Arduini, che aveva iniziato fin da ragazzino, dopo le scuole medie, a lavorare nella tipografia sampolese di Lumetti, che poi fu rilevata da Bolondi e Boniburini, desiderava specializzarsi e mettersi in proprio.
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«Così abbiamo unito le nostre idee per aprire insieme una nuova tipografia – racconta Corrado Mammi – ma non avevamo un appoggio logistico, e nemmeno quello finanziario. Parlandone in giro, lo venne a sapere l’imprenditore sampolese Paolo Pizzarelli che, entusiasta di questa idea, nel maggio del 1980 ci propose di unirci in società mettendoci a disposizione una porzione del suo capannone a Veggia di Casalgrande, dove aveva la sua attività. Una zona molto interessante dal punto di vista economico. Paolo ci fece conoscere a parecchie aziende del settore ceramico e a quelle dell’indotto».
Anche il nome “Condor” deriva dall’ambiente ceramico: dall’ex ceramica “Condor”, il capannone in cui si trovavano, ed era un nome facile da trovare per i clienti locali. Qualche anno dopo aumentano le possibilità di lavoro anche in Val d’Enza, e nel 1983 Corrado ed Ernesto decidono di tornare a San Polo. Trasferiscono la nuova tipolitografia nel piccolo capannone che il padre di Corrado ha preparato per loro dietro l’abitazione, in via Pontenovo 9/A, dove la Condor è rimasta fino a oggi.
Grazie al tanto impegno e a zero ferie, il lavoro va a gonfie vele. Viene assunto del personale come Enrico Boniburini, figlio di Oscar, che è stato titolare a sua volta di una rinomata tipografia sampolese, e una giovanissima Emanuela Tamagnini, che è rimasta fino alla fine (mentre Boniburini lavora per una tipografia di Montecchio). Ernesto Arduini era molto conosciuto in paese perché volontario molto attivo al Parco Marastoni, e a lui è legato il ricordo ormai mitico della “Queimada”, la bevanda originaria della regione spagnola della Galizia, a base di liquore e frutta, che lui importò dopo un viaggio in Spagna («unico periodo di ferie che fece»), e che è divenuta ormai bevanda tipica sampolese nelle varie feste organizzate oggi dal Circolo Arci Pontenovo.
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LA MORTE DI ARDUINI.Purtroppo, a causa di problemi cardiaci, tra il 1996 e il 1997 Ernesto Arduini fu ricoverato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e le sue condizioni di salute lo indussero ad andare in pensione, ma il 4 giugno 1998 morì.«Passammo un periodo di disperazione, poi ci rimboccammo le maniche – ricorda Corrado Mammi – e nel 1999 ho fatto entrare in società mia moglie Flora, con l’incarico di occuparsi della composizione grafica al computer. Anche Flora si impegna con passione nel nuovo lavoro, riuscendo a utilizzare molto bene le varie tecniche grafiche digitali.Nel 2000 la Condor cambia le vecchie macchine di stampa con quelle di nuova tecnologia.
«E’ comunque stato molto difficile, perché siamo partiti negli anni ’80 quando si stampava ancora con caratteri mobili; poi siamo passati alla litografia, che permetteva prestazioni più veloci ma, ahimé più inquinanti, e infine oggi alla stampa digitale, più flessibile e meno costosa sulle piccole tirature. Sono contento però di aver scelto questo mestiere: mi ha dato tantissime soddisfazioni e mi ha fatto conoscere tante persone, che ringraziamo per la fiducia che ci hanno dato in tutti questi anni di attività».
«BELLISSIMA REALTA’ FAMILIARE».Alla notizia della chiusura, su Facebook tanti cittadini sampolesi hanno espresso manifestazioni di affetto, e anche il sindaco di San Polo, Franco Palù, ha ringraziato «la tipolitografia Condor, una bellissima realtà familiare votata alla collaborazione e alla disponibilità».Ora per Corrado e Flora è arrivato il momento di dedicarsi ai tre nipotini: Letizia di 4 anni e i due gemellini Leonardo e Stefano, nati due mesi fa. Corrado continuerà l’attività di volontario al Circolo Arci Indiosmundo di Pontenovo, dove svolge l’attività di cassiere da tanti anni.
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