Metalmeccanica in ginocchio, produzione calata del 50% in un mese
I dati di Unindustria Reggio Emilia in linea con il crollo del 54,6% registrato a livello nazionale: la crisi più pesante del dopoguerra. Ore di cassa integrazione alle stelle
REGGIO EMILIA. Già tre mesi fa era facile prevedere che la pandemia avrebbe prodotto danni economici devastanti, assai superiori a quelli strettamente sanitari. Ora Unindustria ce ne dà la conferma squadernando una sfilza di cifre con il segno meno. È il consueto quadro congiunturale, aggiornato ogni tre mesi, delle 410 aziende reggiane aderenti al Gruppo metalmeccanico di Unindustria, che occupano circa 27mila addetti.
Nel solo mese d'aprile in ambito provinciale la loro produzione è calata del 50%, cosicchè le ore di cassa integrazione sono aumentate di sessanta volte. È un andamento in linea con il crollo del 54,6% registrato in Italia da Federmeccanica con l'indagine “I giorni della metalmeccanica”, alla quale partecipa anche l'associazione imprenditoriale reggiana. A livello nazionale, infatti, nel bimestre marzo-aprile 2020 l’attività produttiva ha subito una contrazione del 47,6% rispetto a gennaio-febbraio e del 44,1% nel confronto con l’analogo periodo del 2019.
In particolare il comparto della metallurgia è calato del 44,1%, quello dei Prodotti in metallo del 45,1%, quello di Macchine e materiale meccanico del 45,6%, per arrivare al meno 60,2% dei mezzi di trasporto navali, ferroviari, mtociclistici e aerospaziali e al meno 74,9% degli autoveicoli e rimorchi. È sicuramente la crisi più pesante che l'economia attraversa dal dopoguerra: «Si tratta – commenta Unindustria – di un risultato peggiore delle dinamiche produttive dell’intero comparto industriale e di gran lunga sfavorevole nel confronto con le fasi recessive del 2008-2009 e del 2011 innescate, rispettivamente, dai mutui subprime e dalla crisi dei debiti sovrani dei paesi dell’Eurozona».
Secondo Unindustria il crollo dell’attività produttiva è stato determinato da diversi fattori interni e internazionali. L’offerta di prodotti da parte delle imprese è frenata dagli elevati livelli delle scorte che devono essere smaltite prima che il ciclo produttivo possa tornare su ritmi normali. Il livello della produzione, poi, è condizionato dal forte peggioramento delle attese degli imprenditori manifatturieri sulla domanda nei prossimi mesi. Ne deriva un avvitamento che, oltre a limitare l'attività, incide negativamente anche sulla programmazione degli investimenti. Ma la crisi è dovuta soprattutto alla caduta della domanda. Il confinamento ha prodotto un vistoso calo dei consumi delle famiglie, che s'aggrava a causa dell’incertezza sui tempi di uscita dall’emergenza sanitaria.
Quindi i consumatori si cautelano aumentando il risparmio e rinviando gli acquisti di non prima necessità.
«Le abitudini di spesa – rileva Unindustria – sono radicalmente cambiate e molto gradualmente torneranno a quelle precedenti, mentre l’aumento esponenziale della cassa integrazione guadagni ha determinato la perdita di potere d’acquisto. Nel trimestre marzo-maggio vi è stata un’esplosione delle ore autorizzate di Cig, che sono passate dalle 139.298 dell’analogo periodo del 2019 alle 8.847.320 di quest’anno, con un incremento del 6251%».
«In questo momento – commenta Sandro Bordoni, presidente del Gruppo metalmeccanico di Unindustria – le imprese operano in un contesto di profonda incertezza che sappiamo essere il contesto peggiore per fare impresa e creare sviluppo. Auspichiamo che il Governo e la politica forniscano risposte concrete sulle tematiche lavorative in modo da supportare le imprese e i loro dipendenti e, contemporaneamente, che vengano individuate le direttrici strategiche su cui investire i fondi pubblici e quelli che l’Ue ci metterà a disposizione. Come imprenditori e cittadini dobbiamo continuare a operare con rigore e rispetto delle regole che ci siamo dati in modo da non dover affrontare un nuovo lockdown che avrebbe impatti economici e psicologici oltremodo devastanti ed al contempo ricostruire, con tenacia e puntigliosa determinazione, quel clima di fiducia che grazie a tanti costanti e continui passi, sempre in avanti, ci riporterà, di nuovo in cima». —
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