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Tuttinbici chiede di pedalare lungo il Crostolo da Vezzano al Po

L’associazione punta a realizzare il progetto della ciclovia: «L’obiettivo è convincere il Comune dei benefici turistici» 


28 giugno 2020 Luciano Salsi


REGGIO EMILIA. I reggiani hanno scoperto da tempo la passeggiata che dal parco delle Caprette costeggia la riva sinistra del Crostolo in direzione Sud. Alle migliaia che la percorrono a piedi fino a Rivalta si aggiungono i ciclisti che, superando qualche tratto disagevole, ne raggiungono lo sbocco sulla statale 63, all’altezza della Pinetina di Vezzano. Pochi sanno, invece, che si potrebbe fiancheggiare il torrente anche verso Nord lungo gli argini fino a Guastalla. È il progetto ecocompatibile della ciclovia del Crostolo.

L’associazione Tuttinbici aderente a Fiab lo persegue da trent’anni, fin dalla sua fondazione, e ora lo ripropone come esempio di mobilità dolce, salubre e rispettosa dell’ambiente.

La settimana scorsa venticinque suoi iscritti hanno coperto su due ruote l’intero percorso, ancora impervio, tracciandolo con cartelli, paletti, adesivi, frecce e scritte sull’asfalto per orientare in futuro i meno esperti, che inevitabilmente vi si perdono quando vi si avventurano.

L’iniziativa, intitolata TuttinPo, ha preso il via di prima mattina con una manifestazione in piazza Prampolini davanti al portico del Municipio. I partecipanti vi hanno steso un lenzuolo con la eloquente scritta: “Crostolo ciclabile da Guastalla a Vezzano”.

L’obiettivo, infatti, è convincere il comune di Reggio e gli altri interessati (Cadelbosco Sopra, Castelnovo Sotto, Gualtieri e Guastalla) del beneficio che ne può derivare a un turismo di prossimità particolarmente importante in questa fase di lenta ripartenza dopo tre mesi di confinamento.

«La ciclovia – denunciano gli organizzatori – è ancora incompleta in alcuni tratti. Nonostante vari stanziamenti di fondi nel corso degli anni e le tante, vane promesse dei vari amministratori che si sono avvicendati a gestire la viabilità in provincia, arrivare a Guastalla può essere ancora un’avventura per i ciclisti meno esperti». Questa escursione dimostrativa doveva fare i conti anche con le prescrizioni anticontagio. I partecipanti erano muniti di mascherina e hanno proceduto in piccoli gruppi mantenendo il distanziamento. Hanno imboccato la ciclovia, percorrendo l’argine sinistro, dal sottopasso ferroviario in via Don Giovanni Verità. Nel tracciamento si sono concentrati sui tratti in cui, soprattutto dopo Sesso, il percorso si interrompe o è reso quasi impraticabile dalla vegetazione, anche a causa dell’inattività delle amministrazioni locali, e quindi è più facile perdersi.

«La ciclovia – sottolinea Tuttinbici – ha una grande valenza turistica e culturale per il nostro territorio, offrendo un possibile collegamento con i grandi percorsi cicloturistici nazionali ed europei. L’associazione riprenderà quindi a chiedere con forza alle amministrazioni pubbliche interessate il completamento dell’opera. In questo anno speciale, in cui la mobilità su due ruote si sta imponendo come il mezzo più rapido e sicuro per muoversi in città e le mete delle vacanze saranno meno esotiche, poter offrire ai cittadini e ai turisti la possibilità di arrivare facilmente al Po da Reggio appare un obiettivo importante».

In passato un altro gruppo di appassionati organizzava ogni anno sul medesimo tracciato la Bicicrostolata che, come una gita d’altri tempi, si concludeva con un picnic sul Lido del Po. –


 

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