Gazzetta di Reggio

Reggio

SCANDIANO, EMERGENZA COVID 

Ospedale, timori e certezze sulla riapertura dei reparti

Adriano Arati
Ospedale, timori e certezze sulla riapertura dei reparti

L’opposizione: «Non ancora aperti pronto soccorso, punto nascite e ambulatori» Il sindaco: «Ci sarà il ritorno graduale alla piena funzionalità di tutti i settori»

3 MINUTI DI LETTURA





SCANDIANO

La riapertura dei reparti ancora chiusi dell’ospedale Magati? «Esiste un progetto già in fase avanzata di realizzazione. Nei prossimi giorni daremo una data certa».

L’annuncio arriva dal sindaco di Scandiano, Matteo Nasciuti, dopo i nuovi dubbi sul futuro della struttura sanitaria locale avanzanti da Alessandro Nironi Ferraroni e Davide Beltrami del gruppo misto in consiglio comunale.

IL RIDIMENSIONAMENTO

Già negli anni scorsi si era parlato di possibili riduzioni delle attività del Magati, ospedale che serve sì un territorio popoloso, ma allo stesso tempo vicino a complessi di grandi dimensioni come quelli del Santa Maria Nuova, di Sassuolo e di Baggiovara (Modena), dove sono stati centralizzati diversi servizi complessi. A marzo, nel pieno dell’emergenza sanitaria, il pronto soccorso e il punto nascite del Magati sono stati chiusi, all’interno della riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale che ha coinvolto anche Correggio, Montecchio e Castelnovo Monti, oltre a Guastalla da subito convertito anche in ospedale Covid. Ora, il timore è quello che i provvedimenti del periodo di emergenza sanitaria vengano usati per trasformare le chiusure da provvisorie a definitive, almeno in parte.

Il punto nascite, con una media attorno al tetto minimo dei 500 parti annui, era già entrato nelle discussioni sul tema negli anni passati, quelle che hanno portato a chiudere il reparto del Sant’Anna di Castelnovo Monti, ad esempio. E di questo hanno parlato Nironi Ferraroni e Beltrami.

I due consiglieri comunali di opposizione ritengono che «i presupposti che hanno giustificato la chiusura del pronto soccorso e del punto nascite non sussistano più, e che la comunità scandianese, così come quelle del comprensorio che tradizionalmente gravitano sul nosocomio locale, debbano tornare a poter usufruire pienamente dei servizi temporaneamente sospesi».

E non si parla solo di pronto soccorso e il punto nascite, «ma pure le prestazioni ambulatoriali e, più in generale, tutte quelle ordinariamente erogate prima della fase cruciale della pandemia».

Per il gruppo misto, la situazione attuale è figlia di errori del passato: «Non da oggi contestiamo, ma dai primi anni 2000, le miopi strategie degli amministratori scandianesi che hanno condotto il Magati, purtroppo, lungo un cammino di sopravvivenza inerziale che lo ha finito per schiacciare tra il polo di Reggio Emilia ed i rinnovati e rafforzati ospedali di Sassuolo e Baggiovara».

Ora, si arriva ad una possibile resa dei conti: «L’emergenza pandemica ha messo in risalto questa subordinazione strategica; il futuro del Magati deve essere delineato con lungimiranza e piena trasparenza. Nell’immediato riapra a tempo pieno il pronto soccorso e così, successivamente, il punto nascite; ritornino ad essere erogati i servizi in condizioni di normalità».

«NON STRUMENTALIZZIAMO»

A rispondere è il sindaco Nasciuti, che nei giorni scorsi ha visitato il Magari con Cristina Marchesi e Giorgio Mazzi, direttore sanitario e direttore del presidio ospedaliero dell’Ausl. «L’ospedale Magati è di tutti gli scandianesi. È ora di smetterla con le strumentalizzazioni politiche. Farlo diventare terreno di scontro politico non fa infatti onore ai tanti operatori impegnati ogni giorno a fronteggiare un'emergenza che – è opportuno ricordarlo – non è ancora finita», attacca.

E il futuro? «Siamo tutti impegnati sul ritorno graduale alla piena funzionalità di tutti i reparti, ma io l’ho appena visitato e ho visto un ospedale perfettamente attivo e organizzato».

Il pronto soccorso è ancora chiuso perché per ora «non siamo in grado di garantire i percorsi differenziati per pazienti Covid e pazienti non Covid, aspetto che riguarda la sicurezza di tutti e che va tenuto in massima considerazione anche alla luce di episodi accaduti in altri plessi ospedalieri», spiega Nasciuti. Ma i tempi, assicura, non dovrebbero essere infiniti: «Riaprirà dunque quando saremo in grado di garantire il pieno rispetto dei protocolli per gli accessi. Esiste un progetto già in fase avanzata di realizzazione. Nei prossimi giorni daremo una data certa». — Adriano Arati

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google