Per le loro nozze d’oro (e balsamiche) un’acetaia in regalo al Comune
L’iniziativa è dei coniugi rubieresi Corradini-Giovanardi La batteria sarà gestita e promossa dalla Confraternita di Reggio Emilia
Rubiera è pronta a far nascere la propria acetaia comunale. Il tutto grazie ad un dono di “nozze” dell’alfiere della Confraternita dell’Aceto Balsamico di Reggio Emilia per il territorio di Rubiera, Gaetano Corradini.
«Nel mese di settembre 2019, in occasione del 50esimo anniversario di matrimonio con mia moglie Rita Giovanardi – racconta Corradini alla Gazzetta – abbiamo avuto l’idea di far nascere anche a Rubiera un’acetaia comunale donando una batteria di cinque barili di legni diversi».
Il rapporto di Rubiera con l’aceto balsamico ha radici e tradizioni secolari. Secondo diverse fonti, il termine “balsamico” compare in un documento storico del 1747, ed è riferito ad una batteria conservata nelle cantine del Duca di Modena. Per far nascere l’acetaia comunale è stato individuato un locale del Municipio. Nei prossimi giorni, inoltre, verranno ufficializzati gli atti che prevedono la donazione della batteria ad opera della famiglia Corradini e la gestione dell’acetaia da parte del Comune e della Confraternita reggiana che ha l’obiettivo di far conoscere e salvaguardare l’autenticità.
«Questa batteria inizierà a fornire un prodotto con un minimo di caratteristiche – spiega Corradini – tra i dieci e i dodici anni. C’è un lungo procedimento dietro oltre ad un processo di maturazione. Ogni anno vengono aggiunti dei materiali e il prodotto passa in tutti i legni perché ognuno di essi gli imprime una sua caratteristica, il giusto profumo, il suo odore che lo rendono unico e speciale».
Quella di Gaetano Corradini, che ha vinto anche diversi premi e ottenuto importanti riconoscimenti con il suo aceto, è una passione che dura da più di venti anni e si è tramandata anche in famiglia, poiché lui stesso ha una batteria di barili che ha avviato quando è nato suo nipote, 11 anni fa. La batteria, già lo scorso anno ha ottenuto i punti validi per essere classificata “aragosta”. E su questo aspetto, l’alfiere della Confraternita precisa: «Nel Reggiano abbiamo tre tipi diversi di classificazione dell’aceto. Aragosta oltre i 245 punti, poi diventa argento e se supera i 300 punti è oro, il livello massimo. Oltre a vecchio ed extra vecchio».
La bontà e tradizione dei prodotti della propria terra riuscirà ad essere conservata anche grazie a questo gesto che ha avuto subito l’approvazione dell’amministrazione comunale. Il sindaco rubierese, Emanuele Cavallaro, ringraziando Corradini e la moglie per questa importante donazione, ha dichiarato: «La piccola acetaia comunale sarà uno strumento utile dal punto di vista didattico ma è anche l’ufficializzazione, nel palazzo pubblico, di una tradizione secolare che contraddistingue il nostro territorio. Il gesto di Gaetano ha un significato profondo: la scelta di “voler lasciare qualcosa” che duri negli anni alla collettività, certamente. Ma qualcosa di speciale, in cui il tempo è ingrediente fondamentale e costantemente migliorativo». —
Luca Giuseppe Murrone
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