Sos dei missionari dall’Amazzonia
Don Gabriele Burani e Don Gabriele Carlotti raccontano «Il Coronavirus continua a mietere sempre più vittime»
REGGIO EMILIA
«La situazione qui sta peggiorando ogni giorno, aumentano le persone infettate e anche i morti. Siamo ancora nella fase della crescita, tutto è fermo e le nostre città sono praticamente isolate. Questo da una parte dovrebbe aiutare a contenere il contagio che viene da Manaus, dall’altra crea un senso di insicurezza». Così scrivono i missionari diocesani “Fidei donum” in Amazzonia don Gabriele Burani e don Gabriele Carlotti, aggiornando sulla missione, sullo sviluppo del progetto “Kurupira” e sulle condizioni sanitarie dovute all’emergenza coronavirus.
«Il 13 giugno, festa di Sant’ Antonio – raccontano i missionari – dopo due mesi di messe virtuali, abbiamo celebrato l’eucarestia nel campo sportivo della parrocchia, con maschere e a distanza di sicurezza, mentre domenica 21 giugno abbiamo ripreso nelle sei comunità più piccole, nella periferia della città. Giovedì 11 giugno abbiamo celebrato la solennità del Corpus Domini, la sera con la messa irradiata via radio comunitaria, mentre la processione non è stata possibile a causa della pandemia. Così siamo usciti con due macchine, due pick-up, uno caricato di altoparlanti e con alcuni giovani che cantavano e suonavano, l’altro con il sacerdote e alcuni ministranti portando la pisside con l’Eucaristia. Siamo passati nelle sette comunità e anche all’ospedale invitando la gente, dopo due mesi di digiuno eucaristico, a venire nelle cappelle delle comunità e a fare la comunione per festeggiare il Corpus Domini. Pensavamo di cavarcela con due ore di “processione” percorrendo la città seguendo il cammino delle Comunità nei quartieri … ma siamo tornati solo all’una dopo mezzogiorno». Prosegue la lettera: «Il comune di Santo Antonio do Içá, sede della missione, ha 23.688 abitanti. I problemi sociali presenti nel comune di Santo Antonio do Içá sono traffico di droga proveniente dalla Colombia via fluviale, sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti, povertà generalizzata, condizioni abitative precarie, mancanza di rete fognaria. Davanti a questa situazione di rischio e vulnerabilità sociale nel 2010 è nato il progetto “Kurupira”: ora vorremmo riorganizzarlo».
Per aiutare lo sviluppo di questo progetto, in una situazione tanto più provata dalla pandemia di Covid-19 (in Brasile i morti hanno superato il numero di 50.000 e i contagi il milione di persone) e per assicurare un aiuto alla missione in Amazzonia è possibile contattare il Centro Missionario Diocesano in via Vittorio Veneto 6 (tel. 0522/436840). —
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