I mangimi tirano la volata a Progeo che nel 2019 è in utile per 7,5 milioni
REGGIO EMILIA
Continua la crescita per Progeo. La cooperativa dei mangimi con sede a Masone ha raggiunto nel 2019 un fatturato di 251 milioni di euro, portando l’utile a 7,5 milioni dopo aver effettuato ammortamenti e accantonamenti per 4,3 milioni e aver conteggiato imposte e tributi per oltre 1,2 milioni.
Il settore mangimistico ha accresciuto le vendite del 4,21% verso il 2018 (+6,21 in 2 anni). La parte significativa è stata conseguita nel settore bovino + 5% di cui l’area del Parmigiano Reggiano ha totalizzato un +11,25%. Ripresa anche dei mangimi biologici con un segno positivo 13%. I settori molitorio e conferimenti hanno invece conseguito una stretta sinergia nella valorizzazione delle farine alimentari sia convenzionali che biologiche, in un momento non favorevole per le produzioni cerealicole.
Il presidente di Progeo, Marco Pirani, prima del voto in assemblea ha messo in evidenza che «si tratta di un risultato derivante completamente dalla attività caratteristica dei settori della cooperativa generato da maggiori vendite a volume, con materie prime a quotazioni stabili, ed un recupero sui costi fissi aziendali. Questo risultato è il frutto di un forte impegno di tutto l’apparato commerciale, produttivo, amministrativo e dirigenziale che ha consentito di conseguire importanti risultati sullo sviluppo e la crescita nonché il miglioramento dei parametri patrimoniali e finanziari, in una fase in cui l’azienda ha anche affrontato un forte ricambio generazionale che nell’ultimo triennio ha portato alla sostituzione del 35% del proprio capitale umano».
Nella sua comunicazione ai delegati dell’assemblea il vice presidente con delega alla gestione, Graziano Salsi, ha aggiornato sull’andamento della cooperativa nei primi mesi dell’anno e sui progetti in essere a medio termine. «L’annata in corso – ha detto Salsi – si presenta in linea con le previsioni del budget pur misurandoci con produzioni di riferimento principali (settore del Parmigiano Reggiano e suinicolo) che hanno avuto un cambio repentino negativo delle quotazioni di mercato che, se perduranti possono causare difficoltà economiche al sistema agro-zootecnico delle principali Dop con forti preoccupazioni per gli operatori del settore. Relativamente alle strategie di medio periodo la recente acquisizione della Storchi Mangimi srl di Correggio ci pone nella condizione di procedere al progetto di razionalizzazione e caratterizzazione dei nostri stabilimenti e delle nostre produzioni, specializzandoli maggiormente nei settori convenzionale, no ogm e biologico, puntando nel medio periodo a raggiungere la quota delle vendite a 5 milioni di quintali. Inoltre – ha concluso Salsi – lavoreremo per dare un nuovo impulso alla gamma dei prodotti, guardando alle opportunità che possono derivare dai propositi di “trasformazione agricola” della Commissione Europea in riferimento alla politica del Green New Deal, che contiene obiettivi quali il conseguimento del Farm to Fork e la biodiversità. Temi molto importanti per il consumatore in quanto prevedono un maggior equilibrio tra natura e sistemi alimentari, trattando problematiche quali sostenibilità ambientale, benessere animale, riduzione del farmaco e via dicendo». —
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