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Polemica sul sentiero Cai chiuso «È per la sicurezza idraulica»

Daniela Aliu
Polemica sul sentiero Cai chiuso «È per la sicurezza idraulica»

La denuncia dagli amanti del percorso 671: sotto il ponte ora non si passa più Il sindaco spiega: «Bloccato da un anno, al lavoro per arrivare a una soluzione»

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GATTATICO

«Nei giorni passati Aipo durante la pulizia degli argini dell’Enza ha interrotto sotto il ponte della ferrovia il sentiero CAI 672, cartografato e disponibile su GPS come ciclopedonale e ippovia, creando un grave disagio e pericolo per la comunità che frequenta spesso quel sentiero con biciclette e cavalli. Qualcuno faccia qualcosa, la situazione non è tollerabile».

la denuncia

La denuncia arriva da alcuni cittadini e riguarda il sentiero lungo 59 chilometri che collega Canossa fino a Brescello, attraverso nove Comuni. Uno di loro, Antonio Rosi 71enne di Gattatico appassionato di natura, racconta: «Il 2 maggio abbiamo liberato dalla vegetazione il sentiero Enza nella parte parmense che, da anni grazie alla collaborazione di molti volontari, è diventata una frequentata ciclabile-ippovia. Molto diversamente sta avvenendo dalla parte reggiana. Dai primi anni Ottanta ho cercato di rendere percorribile tale sentiero che fiancheggia il torrente da Ponte Enza a Sorbolo, non ho mai smesso di mantenere vivo a titolo gratuito come volontario questo percorso. La recente “castrazione” fatta sotto l’arcata est del ponte ferroviario, partorita da Aipo dove sono state abbattute oltre alla vegetazione anche due querce totalmente ininfluenti con il discorso piene, mi pone ora nell’impossibilità non solo di utilizzare i miei mezzi, ma addirittura di ripercorrerla abitando a monte di tale sito. Tale chiusura è assurda, inutile e vergognosa perché il passaggio non compromette la staticità del ponte e, men che meno, il rischio aumentato di eventuali inondazioni a valle. Impedisce ai cittadini di vivere momenti di sport, relax ed eventuali interventi della Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Guardie Forestali o Soccorsi Sanitari».

«Di fronte alle mie domande mi è stato risposto dal Comune di Gattatico che era il volere delle Ferrovie, proprietarie del manufatto ma contattando i loro tecnici l’affermazione è stata smentita» dice. Sull’argomento è stato presentato all’Ufficio Tecnico del Comune di Gattatico da parte dell’associazione “Amici dell’Enza” un progetto per ricostruire quel passaggio.

LA REPLICA

Dal Comune di Gattatico, spiegano che il sentiero CAI 672, nato come pedociclabile e ippovia e inaugurato il 7 giugno 2013, è stato interrotto in realtà nel tratto sotto al ponte della ferrovia già alla fine di luglio 2019. Sulla questione abbiamo chiesto chiarimenti anche al primo cittadino di Luca Ronzoni, che spiega: «Da mesi questo intervento è oggetto di polemiche verso il comune e mi sembra corretto e doveroso chiarire la situazione. Premetto che si sta parlando di un passaggio posto nel torrente Enza, in cui l’ente di riferimento che lo gestisce non è il Comune cui appartiene il territorio, ma Aipo, ente che ha come obiettivi principali la sicurezza idraulica del territorio del bacino del Po».

E sul passaggio Cai in questione, il sindaco dice: «Il passaggio interrotto è posto sotto un arco del ponte della ferrovia, di proprietà ed in uso a RFI (Rete Ferroviaria Italiana), che nel 2018 ha commissionato uno studio idraulico finalizzato a garantire la sicurezza e la stabilità del ponte anche nel caso di piene del torrente. Il risultato della relazione datata giugno 2018, ha evidenziato tra gli altri interventi obbligatori per garantire la sicurezza del ponte, lo sbancamento del primo arco del ponte, quello appunto posto nel territorio di Gattatico, dove passava il sentiero CAI 672». E sul sentiero, chiarisce: «Occorre altresì precisare che relativamente al passaggio sotto al ponte, del sentiero CAI 672, non è mai stata richiesta alcuna autorizzazione o concessione né ad Aipo e nè a Rfi. Di conseguenza, esclusivamente per motivi di sicurezza idraulica, Aipo ha provveduto a liberare il primo arco del ponte eliminando il relativo passaggio».

IL PIANO

Il Comune di Gattatico (da fine di luglio 2019) ha iniziato la sua opera di ripristino, prima attivandosi con Aipo ed infine con Rfi, che proprio in queste ultime settimane si sono mossi velocemente.

«Il Comune già a luglio dello scorso anno – continua il sindaco – aveva provato a bloccare la rimozione del terrapieno, ma la motivazione inderogabile della sicurezza del ponte non aveva permesso di salvare il passaggio. Abbiamo poi proseguito con la ricostruzione della situazione cercando competenze ed autorizzazioni ed abbiamo appunto appurato quanto sopra riportato; ora che il quando è definito, abbiamo contattato tutte le parti in causa ed abbiamo concordato di ripresentare una nuova relazione idraulica, da cui dovrebbe emergere la possibilità innanzitutto di riavere il passaggio e successivamente di richiederne l’autorizzazione». Infine il sindaco di Gattatico conclude: «Grazie alla collaborazione dell’associazione AmiamoEnza ed in particolare dei signor Carlo Bertani e dell’architetto Roberto Cavatorta, abbiamo dato inizio proprio la settimana scorsa alle operazioni necessarie alla elaborazione della nuova relazione idraulica, passaggio fondamentale per iniziare il percorso che può portare al ripristino del passaggio. Successivamente si porrà il problema della realizzazione dell’opera, ma questa è indiscutibilmente una fase successiva che si aprirà solo alla luce della conclusione della nuovo studio e che lo stesso ne indicherà la tipologia e la dimensione. Pertanto oggi è inutile fare ipotesi e supposizioni sia sui tempi di realizzo e sia sui costi». —

Daniela Aliu

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