Gelosia, pestato un geometra condannati i tre aggressori
Cinque anni fa l’agguato al professionista, in centro durante la festa del patrono La vittima, ora risarcita con 30mila euro, li aveva poi identificati tramite Facebook
Tiziano Soresina
CASTELNOVO MONTI
È riaffiorata ieri – in tribunale a Reggio Emilia – una vicenda piuttosto violenta che quasi cinque anni fa aveva funestato la festa di san Michele, patrono di Castelnovo Monti.
E per il giudice Simone Medioli Devoto fu un autentico pestaggio quello denunciato da un geometra allora 34enne, con conseguenze non indifferenti per il giovane professionista: frattura della prominenza dell’osso temporale (mastoide) con interessamento dell’orecchio, ma anche frattura del polso destro. Lesioni giudicate guaribili in più di 40 giorni, a cui ha associato delicati problemi psicologici da superare, dopo essere stato colpito con calci e pugni in quel modo, cadendo a terra più volte. Fatti che hanno portato a giudizio tre giovani di Fivizzano (Massa), cioè Faroui Poletti (24 anni), Maicol Bertolini (26 anni) e Gianluca Micheli (25 anni).
Alla base di questa storia – datata 27 settembre 2015 – vi è una questione di donne, una forma di gelosia che era poi sfociata nell’aggressione.
Quel giorno il geometra castelnovese stava parlando con una persona all’interno dell’Antico Bar Magnani, per poi proseguire al di fuori del locale, con tanto di intervento di una terza persona che, rivolgendosi al professionista gli intimava: «Non rompere i coglioni al mio amico ed alla sua morosa!». Insomma, tirava aria tesa, finché in via Vittorio Veneto la situazione precipitava. Tre sconosciuti aggrediscono il geometra e davanti ad una violenza così impari lui cerca di scappare, ma non riuscirà ad evitare calci e pugni, cadendo a terra.
Al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna verrà poi medicato. Ma prima di presentare denuncia ai carabinieri di Castelnovo Monti, il geometra si cala nei panni dell’investigatore e riesce a dare – tramite Facebook – un’identità ai suoi aggressori. Insomma, tre giorni dopo il fatto presenterà una denuncia piuttosto circonstanziata, confermata poi dagli accertamenti dei militari dell’Arma coordinati dal pm Giulia Stignani. Ieri in aula non era presente nessuno dei protagonisti di questa vicenda. La Procura ha chiesto la condanna per i tre massesi a 1 anno e 4 mesi di reclusione. Gli avvocati Noris Bucchi e Jenny Loforese – in rappresentanza del geometra, costituitosi parte civile – hanno rimarcato alcuni passaggi dell’impianto accusatorio e chiesto un risarcimento-danni. La difesa ha replicato, chiedendo l’assoluzione per i tre imputati, escludendoli dalla scena del pestaggio, collocandovi invece altri giovani albanesi o rumeni. Dopo mezz’ora di camera di consiglio il giudice Medioli Devoto ha condannato i tre giovani a 2 anni di reclusione (pena sospesa), oltre al pagamento – in solido – di una provvisionale di 30mila euro. «Siamo soddisfatti perché sono state accolte le nostre richieste – commenta l’avvocato Bucchi – inoltre la condanna è stata più severa di quella richiesta dalla Procura. Agli atti foto, certificati medici e una perizia sull’entità delle ferite riportate dalla parte offesa e la compatibilità con la descrizione del pestaggio». —
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