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novellara, il processo 

Imprenditore edile condannato per truffa

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È stato condannato a 8 mesi, pena sospesa con la condizionale – ma solo se liquiderà il risarcimento alla parte offesa entro 4 mesi dal momento in cui la sentenza sarà passata in giudicato – il costruttore che era finito a processo per truffa. La vicenda vedeva al centro l’apertura di una palestra. La parte offesa è una personal trainer 50enne – rappresentata a processo dagli avvocati Nicola Tria e Roberto Serafino Villa – che aveva affittato da un’azienda edile (che aveva pure realizzato i necessari lavori di adeguamento) un capannone per aprire una palestra. Ma quando la donna – nel dicembre 2014 – aveva portato i primi attrezzi ginnici nei locali, un controllo da parte della polizia municipale aveva fatto emergere l’assenza del permesso di costruire e l’impossibilità – stando agli strumenti urbanistici in vigore, dal Rue al Psc del Comune – di cambiare la destinazione d’uso. Così era scattata la denuncia per l’imprenditore della New Edil, Robertino Argese – difeso dall’avvocato Rosanna Beifiori – ora condannato.

Per la Procura l’imputato aveva stipulato il contratto di locazione del capannone senza però possedere la proprietà dello stabile, che era risultata invece di una finanziaria, una società di leasing.

Il giudice Simone Devoto Medioli lo ha condannato e ha stabilito un risarcimento per la donna pari a 40mila euro. Che, salvo probabili appelli alla sentenza, gli conviene liquidare se non vuole farsi quegli otto mesi. —

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