Non si presenta in tribunale: è fuggito
Banda dei gambiani, sparito il giovane con il divieto di dimora a Reggio. Ora è ricercato insieme a un complice di 21 anni
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA
L’hanno aspettato invano ieri mattina, in tribunale, il gambiano 20enne Lamin Bayo: era atteso dal gip Andrea Rat per l’interrogatorio di garanzia – il decimo della serie – nell’ambito dell’operazione antidroga che ha messo nel mirino della polizia locale 12 stranieri (di cui tre già in carcere per altri motivi) che avevano messo in piedi un esteso sistema di vendita di stupefacenti nell’area del parcheggio e del terminal bus della stazione ferroviaria.
LA FUGA-BEFFA
Bayo è stato ritenuto con un ruolo marginale all’interno di questa “rete” di spaccio, pertanto gli era stato applicato “solo” il divieto di dimora a Reggio Emilia e – a quanto pare – dopo gli arresti all’alba di mercoledì corso, è fuggito senza lasciar tracce. Nemmeno il difensore d’ufficio Federica Bassissi sa dove sia (non l’ha mai visto o sentito) e ora lo sta ricercando la polizia locale coordinata in quest’inchiesta dal pm Giulia Stignani.
Dei dodici indagati della “banda dei gambiani” è il secondo che non si trova, perché durante il blitz non è stato individuato neppure il 21enne Mohammed Camara, di cui si sa semplicemente che era fuori città da tempo.
GLI INTERROGATORI
Già interrogati – anche se nessuno ha parlato – nove gambiani, di cui solo il 23enne Sanna Sow è stato scarcerato e da sabato ha il divieto di dimora a Reggio Emilia. Il decimo, cioè il 22enne Modou Lamin Hydara, è stato rintracciato nel carcere di Bari e nei prossimi giorni affronterà – in videoconferenza – l’interrogatorio di garanzia. Oltre 100 cessioni di stupefacenti documentate e più di 50 sequestri di varie sostanze per un totale di circa mezzo chilo. È l'esito della così ribattezzata “Operazione Piazzale Europa” condotta dalla polizia locale che ha smantellato un giro di droga attorno alla zona stazione, che ha portato all'esecuzione di 12 provvedimenti cautelari. Si tratta di gambiani di età compresa tra i 21 e i 28 anni, tutti senza fissa dimora, che spacciavano nell’area del terminal dei bus e nei giardini pubblici, vendendo marijuana e hashish soprattutto a giovani studenti anche minorenni, ma pure a padri di famiglia.
LA BASE ALLE EX REGGIANE
L'inchiesta è scattata negli ultimi mesi da parte degli agenti del nucleo anti-degrado della polizia locale, coadiuvati dall’unità cinofila del corpo, ma anche da questura (scientifica e ufficio stranieri) e carabinieri. Un'attività partita dalle ordinarie attività di presidio e monitoraggio, prendendo spunto da diversi episodi di microcriminalità, ma anche nell’ambito del progetto “Scuole Sicure”. La base dello spaccio era nei capannoni dismessi delle ex Reggiane, alle spalle della ferrovia: otto persone sono state arrestate in quell’area. —
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