Cacciatori vicini alle case nuove proteste dei residenti
La zona più a rischio è quella di Corte Spalletti dove, secondo chi ci abita, sono numerose le doppiette in azione, soprattutto al mattino
Sant’Ilario
Ripartono le polemiche sulla caccia in una delle zone più frequentate della Val d’Enza, Corte Spalletti di Sant’Ilario.
Sono numerose le segnalazioni arrivate in questi giorni non solo da parte di chi abita nella zona, ma soprattutto da chi frequenta quella porzione di territorio durante le prime ore del mattino per praticare jogging e camminate all’aria aperta.
Il problema rimane sempre lo stesso: l’arrivo dei cacciatori che sparano a tutto ciò che vola, comprese cornacchie, piccionie selvaggina. «È assurdo – dice Cristian Carbognani – possibile che l’unica soluzione da applicare sia uccidere per divertimento? Il Covid non ci ha per niente migliorati». Due mesi fa, durante la pandemia, molte regioni hanno preso provvedimenti a favore della caccia (a partire dalle autorizzazioni) per l’attuazione di piani di controllo della fauna, che consentiva ai cacciatori-selecontrollori di uscire sul territorio. Una decisione che ha fatto insorgere le associazioni ambientaliste tra le quali Enpa, Lal, Lav, Lipu e Wwf Italia.
«Il problema è sempre quello – è il giudizio di una donna residente in zona – dare il via libera ai piani di controllo della fauna selvatica utilizzando non solo personale pubblico specializzato, ma anche con l’ausilio di operatori privati, ovvero cacciatori, consentendo loro di spostarsi all’interno delle rispettive province. Su questo tipo di attività non c’è il minimo controllo, e succede ogni giorno che nella nostra zona, sempre molto frequentata, i cacciatori sparino a due passi dalla strada. Spero che intervenga il Comune tutelando in primis noi residenti».
Le normative in materia, però, parlano chiaro: «La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti e posti di lavoro, e di 50 metri dalle strade».
Inoltre, l’articolo 614 del codice penale chiarisce alcuni punti sulla violazione di domicilio, in cui si stabilisce di punire chi si introduce nei giardini e nelle pertinenze delle abitazioni civili. Invece l’articolo 659 del codice penale parla di “disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”, e stabilisce di punire chi, con rumori molesti, disturba appunto le occupazioni o il riposo delle persone.
E se dobbiamo dare uno sguardo ai numeri degli incidenti accaduti durante la stagione della caccia nel 2019, non c’è da stare sereni. Secondo l’Associazione nazionale vittime della caccia, solo l’anno scorso si è arrivati a un totale di ben 65 vittime a causa delle attività di caccia durante le quali evidentemente non sono state rispettate le regole venatorie. —
Da. Al.
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