Gazzetta di Reggio

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Nuove grane 

Il consiglio regionale toscano boccia l’inceneritore di Iren

Luciano Salsi
Il consiglio regionale toscano boccia l’inceneritore di Iren

Votata all’unanimità una mozione che chiede alla giunta di bloccare il progetto dopo la lotta portata avanti dai sindaci dei Comuni di Scarlino e Follonica  

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REGGIO EMILIA

Non bastava la grana dell'impianto biogas di Gavassa rifiutato dai residenti. Ora il sindaco si trova impigliato in un altro ginepraio ambientale ancora più intricato, che gli si aggroviglia intorno da una distanza di trecento chilometri. Anche in questo caso può ringraziare Iren, che gli ha scaricato addosso la questioncella di un inceneritore contro il quale si battono da ventiquattro anni gli abitanti di due comuni toscani rossi come Reggio, Scarlino e Follonica, sostenuti dal partito democratico della provincia di Grosseto. Iren, infatti, ha recentemente acquistato il ramo Ambiente della cooperativa Unieco, che è la maggiore azionista di Scarlino Energia, la società che gestisce l'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti situato nella zona industriale di Scarlino. Iren, però, appartiene agli enti locali di Torino, Genova, Parma e Reggio, ai cui sindaci il partito democratico maremmano rivolge un pressante appello rafforzato, nel nostro caso, dalla comune appartenenza politica. La lettera è firmata dai segretari del Pd della provincia di Grosseto, Giacomo Termine, di Scarlino, Luca Niccolini, e di Follonica, Cinzia Tacconi: «Vogliamo rappresentarvi – vi si legge – la contrarietà del territorio a questo impianto, non per la logica “nimby”, ma perche il carico ambientale già presente nella zona industriale non consente altri insediamenti, e l’impianto sarebbe utilizzato per smaltire rifiuti speciali provenienti da altri territori. Pertanto vi chiediamo, come primi cittadini attenti all’ambiente e al vostro territorio, di non avvallare delle scelte che sono avversate da anni da tutti gli abitanti dei comuni di Scarlino e Follonica».

I due comuni maremmani e il comitato per il no all'inceneritore perseverano nella loro battaglia dal 1996. Hanno ottenuto dal Tar e dal Consiglio di stato l'annullamento di sei Aia (autorizzazione integrata ambientale) rilasciate dalla provincia di Grosseto e dalla regione Toscana. Alla fine dell'anno scorso il management di Scarlino Energia spa ha avviato le procedure per chiedere una nuova Aia (la settima) con la relativa valutazione di impatto ambientale per il progetto: «Termovalorizzatore e Impianto di trattamento dei rifiuti liquidi sdi Scarlino Energia: Revampng, Ottimizzazione e Sviluppo».

Questa volta, però, il Consiglio regionale toscano ha votato all’unanimità, lo scorso 17 giugno, una mozione che chiede alla Giunta regionale di bloccare la nuova procedura di Aia-Via . A suo parere, infatti, questo nuovo progetto non modifica la portata inquinante dell'impianto, contro il quale è stata promossa da privati una class action presso il Tribunale civile di Grosseto, la cui legittimita è’ stata confermata dalla Cassazione. —



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