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Il liceo Gobetti premiato per il concorso sul 2 agosto

Adr.Ar.
Il liceo Gobetti premiato per il concorso sul 2 agosto

Promosso anche dal Comune di Casalgrande e dai parenti delle vittime della strage di Bologna del 1980. I lavori sono stati giudicati “a distanza”

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SCANDIANO

Anche nell’anno del distanziamento forzato l’istituto scolastico Gobetti di Scandiano ha completato con successo la partecipazione al concorso d’idee “Bologna ore 10.25 - Rimetti a punto le lancette della memoria”, promosso dai Comuni di Casalgrande e Scandiano e dalle famiglie delle vittime dell’attentato del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.

Quel giorno, tra le 85 vittime, morirono anche due abitanti della zona: il 24enne casalgrandese Vittorio Vaccaro e la madre Eleonora Geraci di Scandiano, 46enne. Da dieci anni a questa parte le amministrazioni comunali organizzano il concorso per ricordare uno dei momenti più cupi – e mai veramente chiarito, inchiesta dopo inchiesta – della storia repubblicana italiana, perché lo rielaborino con disegni, poesie, canzoni, video e fotografie. Nel 2020 non è stato possibile allestire la consuete cerimonia in presenza, ma la commissione ha valutato comunque tutti i lavori, ritrovandosi via internet in una data non casuale, il 25 aprile, per la discussione. Il primo premio, con contributo economico di 500 euro, è andato alla seconda R dell’Ipss. Al secondo posto è arrivato Lorenzo Rivi della quinta J dell’Iti informatico, che ha ottenuto un sostegno di 300 euro. Terza classificata è Carolina Armonti della terza M del liceo linguistico, che riceverà 200 euro.

Gli organizzatori, sperando di poter comunque recuperare a settembre il momento pubblico, hanno ringraziato Adele Incerti e Maria Vaccaro, parenti delle vittime, l’assessore scandianese Marco Cassinadri, Elisa Davoli e il presidente del consiglio comunale di Casalgrande, e la professoressa Mara Barbieri, che ha coordinato la commissione.

«Grazie, infine, a tutti i nostri studenti e ai loro insegnanti, poiché sono l’espressione del fatto che la storia non si archivia, non si dimentica, ma costituisce la più preziosa risorsa cui fare riferimento perché orrori come quello del 2 agosto 1980 non si verifichino mai più», concludono dal Gobetti. —

Adr.Ar.

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