Gazzetta di Reggio

Reggio

reggiolo 

Padre, madre e 5 figli in sit-in per protestare contro lo sfratto

M.P.

Era previsto per stamattina  a Brugneto, poi il rinvio al 10 luglio. Al centro della contesa  la corte agricola in cui  abita la famiglia Pelizzola

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIOLO

Sulla base della sentenza emessa da un giudice del Tribunale di Reggio Emilia, oggi, la famiglia di Amedeo Pelizzola marito di Cristina Valenza, intestataria della corte agricola di via Pandelici 36 a Brugneto doveva lasciare l’immobile a causa di un’ingiunzione di sfratto. Poi ieri è arrivato il rinvio dello sfratto al 10 luglio.

Ma marito e moglie, assieme ai loro cinque figli, non hanno alcuna intenzione di andare via, e per protesta contro quella che loro hanno definito una ingiustizia faranno un sit-in. Amedeo e Cristina si sentono vittime impotenti di una vicenda che sul piano legale si presenta molto complicata,

«Oltre al danno per la casa finita all’asta, ora anche la beffa: ci vogliono sfrattare. Ma per mandarci via dovranno usare la forza – ha detto Amedeo –. Per rendere pubblica questa kafkiana situazione verranno, in segno di solidarietà, tantissime persone che saranno testimoni di un fatto senza precedenti. Noi da qui non ce ne andiamo».

La corte agricola, a causa di una serie di debiti accumulati prima degli eventi sismici di maggio 2012, che poi si sono protratti nel tempo senza alcuna interruzione delle procedure, nonostante leggi e decreti, è andata all’asta ed è stata acquistata per 451mila euro da Giancarlo Lanfredi, titolare dell’azienda “Fienilnuovo” di Palidano di Gonzaga, nel Mantovano, salita di recente alla ribalta della cronaca per un devastante incendio che, domenica 7 giugno scorso, causa autocombustione, ha ridotto in cenere 7mila balloni di fieno per un danno di 420mila euro, coperto da assicurazione.

Per scongiurare che la famiglia Pelizzola restasse senza casa, nei giorni scorsi il sindaco di Reggiolo, Roberto Angeli, ha tentato una mediazione tra le parti che non è andata in porto.

Neppure le proposte fatte dallo stesso Lanfredi sono state accettate da Amedeo e Cristina. «Non capiamo perché in tutta Italia sono stati sospesi mutui, sfratti e quant’altro, ma a Reggio Emilia no – ha detto ancora Amedeo Pelizzola –. A nostro avviso è successo qualcosa che ha ordito contro di noi. Siamo disperati. Il nuovo proprietario ha comprato un’azienda che vale molto di più di quanto ha pagato. Aiutateci. Non vogliamo perdere la nostra casa. Ho chiamato tutti i giornali e le tv. L’opinione pubblica deve sapere come banche e giudici ci hanno trattato». —

M.P.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google